Alfano al contrattacco: stop ai signori delle tessere

RomaDi incarnare il ruolo dei cospiratori e dei frondisti pronti al grande tradimento non hanno alcuna voglia. E così il giorno dopo i partecipanti alla cena degli scajoliani - coloro che spingono per un Berlusconi bis allargato ai centristi o per un governo di unità nazionale - cercano di puntualizzare e spiegare la loro posizione.
Il messaggio è semplice: nessuno vuole pugnalare alle spalle il governo ma di fronte alla «grave crisi economica» e alle «evidenti difficoltà del momento politico», è ora che Silvio Berlusconi faccia valere la sua leadership. «Deve dare un segnale concreto di rilancio perché così abbiamo poca aria per respirare», avverte l’ex sindaco di Padova Giustina Destro. «Siamo stanchi di andare contro un muro. Berlusconi deve assolutamente riprendere le redini con un nuovo governo o inventandosi qualcosa di nuovo» aggiunge Roberto Tortoli. Non a caso oggi il premier si è fatto sentire con un messaggio: «Basta divisioni. Nel nostro campo ci sono valori, idee, forze e uomini nuovi per garantire anche in futuro il buongoverno». Un modo per dire che non c’è la volontà di escludere nessuno dalle future prospettive politiche. Una controffensiva a cui hanno partecipato anche i vertici di Via dell’Umiltà attraverso un’operazione di ascolto dei «malpancisti». Colloqui diretti che avrebbero contribuito a stemperare la tensione visto che molti dei parlamentari contattati avrebbero assicurato che non parteciperebbero mai a una nuova «Operazione 14 dicembre». I fedelissimi dell’ex ministro, comunque, non hanno negato i loro malumori. Allo stato non c’è un documento ma solo una bozza, una «sintesi dei ragionamenti» fatti in questi mesi. All’inizio della prossima settimana - forse martedì - ci sarà una nuova riunione per tirare le somme e «solo allora si arriverà a un testo definitivo».
Dentro il Pdl, comunque, non manca chi respinge il «tentativo di ritagliarsi un ruolo speculando sul disagio». E se Angelino Alfano dice, in riferimento all’imminente stagione congressuale, «basta ai signori delle tessere», Mario Valducci si scaglia apertamente contro i protagonisti dell’affondo. «Scajola e Pisanu erano uno sindaco di Imperia, l’altro sottosegretario e sono diventati ministri. Non avrebbero mai fatto questa carriera. Sono irriconoscenti».