Alfano: "Il governo non ha la scadenza come uno yogurt"

Il segretario del Pdl ha precisato che il limite del governo tecnico è l'attuazione del programma. E non esclude che possa durare fino al 2013

Governo Monti sì, ma a tempo. Il Pdl lo ripete da giorni e il diktat è venuto anche dall'Idv. Oggi però Angelino Alfano ha precisato che il limite viene dal programma: "Un governo non nasce con la scadenza come lo yogurt", sottolinea il segretario del Pdl, "Dobbiamo fare alcune cose importanti per stabilizzare la crisi economica ed evitare che il paese sprofondi e al termine di questo percorso, che non va rallentato ma accelerato, è chiaro che bisogna andare al voto".

Insomma, nonostante anche oggi il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, abbia ribadito che è indispensabile andare alle urne prima del 2013, Alfano non ritiene la data blindata: "È collegata ad un programma e appena realizzato si tornerà alle urne". Quello che conta è la "realizzazione del programma".

Il Pdl, inoltre, salirà al Quirinale "con animo sereno" perchè, secondo Alfano, "Monti è stato citato nel discorso in Parlamento di Berlusconi nel’94 e fu nominato in Ue da Berlusconi e l’altro giorno il presidente del Consiglio ha controfirmato la nomina a senatore a vita".

Quello che il Pdl non vuole, invece, è un ribaltone perché non c'è una maggioranza alternativa: "Vorrei far presente che il senso delle dimissioni di Berlusconi è così legato alla responsabilità sua, personale e istituzionale, per il bene del Paese, che è indispensabile ribadire che oggi abbiamo ancora la maggioranza al Senato mentre alla Camera non siamo mai stati battuti, abbiamo solo perso un pò di voti". L'importante per Alfano è che ora Monti non inserisca politici nella squadra: "Se questo governo avesse una connotazione politica i nostri ministri avrebbero avuto forti difficoltà a sedersi in Cdm con chi quotidianamente ci insulta". Per questo motivo l'ex Guardasigilli garantisce che il suo partito cercherà con il nuovo governo un’intesa sui contenuti "con trasparenza", anche se pretenderà una "composizione tecnica equilibrata". In particolare, sottolinea Alfano, sotto gli occhi del Pdl ci sarà il futuro ministro della Giustizia, che deve essere "uno di buon senso". "Come ho potuto dimostrare anche io quando ero ministro, il Guardasigilli non ha potere di influenze sulle inchieste", ricorda.

Commentando le mosse dell'opposizione, poi, il segretario del Pdl si è detto dispiaciuto per "una sinistra che non cambia mai: avrei gradito qualche dichiarazione del Pd in cui si dice che non ha vinto le elezioni e che si va al governo per una condizione di emergenza, ma non c’è nulla da festeggiare perchè la crisi è ancora in campo".

Alfano ha parlato anche del futuro del suo partito, smentendo l'ipotesi di un ritiro di Berlusconi: "Farà il leader del Pdl e credo si candidi ad organizzare il più grande partito di area moderata del Paese. Io penso che fino a quando gli elettori ti sostengono non hai il diritto di andare via, questo è il sale della democrazia".