Alfano media, rientra lo scontro tra Polverini e Pdl

RomaPrima l’impugnativa da parte del Cdm dei tre punti controversi del Piano casa del Lazio. Poi la furia di Renata Polverini e le dimissioni dei 10 assessori del Pdl, in polemica con la decisione del governo. Infine, ieri, la ricucitura politica da parte del segretario Pdl Angelino Alfano (nella foto) che si conclude con il risultato auspicato: il ritiro delle dimissioni degli assessori. È il giorno del faccia a faccia tra la governatrice e Alfano, coadiuvato da tutto lo stato maggiore del partito. Un chiarimento atteso, al termine del quale il segretario chiede il ritiro delle dimissioni. «Con il Piano casa la Regione ha attivato uno dei punti qualificanti del programma del governo» spiega Alfano. «La sostanza resta pienamente in vigore. Confermo la fiducia del partito agli assessori dimissionari, chiedendo loro di riprendere quanto prima l’ottimo lavoro fin qui svolto». Una richiesta accompagnata da un impegno: «L’istituzione di un tavolo di lavoro permanente per le questioni del Lazio». È il segnale politico invocato dalla governatrice: «Mi sembrava giusto un chiarimento politico. È stato un gesto politico forte che è servito perché per la prima volta intorno alla giunta si è stretto il Pdl e abbiamo avuto la consapevolezza che si apprezza il nostro impegno». Giancarlo Galan, il ministro che ha sollevato la questione, non abbassa la guardia. «Il mio compito è tutelare le norme paesaggistiche, ho il dovere costituzionale di farlo» dice al Giornale. «Ho ascoltato teorie che non stanno in cielo né in terra, che io odierei il Lazio... Sono reazioni eccessive. Anche perché le tre norme contestate del Piano casa non inficiano il provvedimento che è operativo. Il punto è consentire gli interventi previsti dal Piano nazionale e non consentire procedure particolari per la costruzione di darsene o piste da sci».FdF