Alfano: il pm mai assoggettato al governo

Il ministro della Giustizia commemora il giudice Antonio Livatino, ucciso 18 anni fa dalla mafia e dice: "Il disegno costituzionale al riguardo è chiaro. Il giudice è
sottoposto alla legge, fatta dal Parlamento in nome del popolo
italiano, lo stesso in nome del quale il giudice emette la sentenza".

Palermo - "Nell'ordinamento non ci sarà mai un principio che assoggetti il Pm all'esecutivo", il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, partecipando ad Agrigento alla cerimonia di commemorazione dell'anniversario dell'uccisione del giudice Rosario Livatino assassinato 18 anni fa dalla mafia, torna su un tema al centro delle polemiche sulla riforma della giustizia. Alfano ha osservato a questo proposito che un mutamento del quadro politico in futuro, potrebbe avvantaggiare anche un'altra parte politica. Dopo avere affermato di essere "assolutamente d'accordo sull'autonomia e l'indipendenza dei magistrati", il Guardasigilli ha aggiunto: "Il disegno costituzionale al riguardo è chiaro. Il giudice è sottoposto alla legge, fatta dal Parlamento in nome del popolo italiano, lo stesso in nome del quale il giudice emette la sentenza".

Prevenzione antimafia Alfano ha aggiunto che nelle prossime settimane il governo presenterà al Parlamento "il Testo unico che riguarda le misure di prevenzione antimafia per consentire un contrasto più efficace perché oggi  le norme sono distribuite in una miriade di testi". ''Siamo qui - ha aggiunto Alfano - per onorare la figura di questo grande magistrato, non a parole ma con un provvedimento concreto: ho sempre detestato l'antimafia delle parole".

Livatino, modello di magistrato "Un magistrato privo di pregiudizi ideologici, che giudica con obiettività i fatti, che valuta le persone per quello che hanno commesso e non per quello che sono, un giudice che sia ed appaia sereno e autenticamente indipendente, che non rilascia interviste e non prende anticipate posizioni sulle questioni sulle quali dovrà esprimersi". Era questo per il Guardasigilli il giudice Rosario Livatino. Il Guardasigilli ha ricordato il magistrato di Canicattì (Arigento), ucciso mentre andava con la sua auto in tribunale, in un intervento pubblicato oggi sul Giornale di Sicilia. Alfano, che nel '90 era uno studente di giurisprudenza, scrive di aver dedicato a Livatino, definito ''un modello ideale di magistrato, sia requirente che giudicante", la sua nomina a ministro e annuncia che al giudice sarà intitolata l'attuale 'sala verde' del ministero di via Arenula. "Altri eventi - dice Alfano - sarebbero seguiti a questo massacro, ma nessuno ai miei occhi ha avuto la specificità che appartiene soltanto al giudice Livatino".