Alfano respinge il diktat di Casini: "Impossibile accantonare il Cav"

Si chiudono i lavori della kermesse organizzata da Rotondi. Il Pdl si ricompatta e procede verso i congressi di dicembre. Alfano è ottimista: "Non perdo l’ottimismo di chi
crede di riuscire a vincere le prossime elezioni e che di fronte
a questa sinistra italiani sceglieranno una forza liberale e
moderata"

Il segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, è ottimista. Alla chiusura della kermesse Verso un nuovo Pdl, organizzata dal ministro Gianfranco Rotondi, l'ex Guardasigilli chiede maggiore determinazione e unità perché vincere le prossime elezioni (l'ex ministro è certo di arrivare al 2013) non è impossibile. Anzi. Con una sinistra "incapace a decidere" diventa un obbligo. Con o senza l'Udc. Perché, se il diktat di Pier Ferdinando Casini è di ricucire l'alleanza a patto che venga messo da parte Silvio Berlusconi, Alfano non è disposto a scendere a compromessi.

"Non perdo l’ottimismo di chi crede di riuscire a vincere le prossime elezioni e che di fronte a questa sinistra italiani sceglieranno una forza liberale e moderata che ha messo al centro i cittadini". Alfano non nega certo i problemi. Anzi, chiede che vengano affroontati quanto prima per creare un partito più forte e coeso: "Non si può negare quello che è sotto gli occhi di tutti. Noi abbiamo perso le ultime elezioni amministrative e abbiamo scoperto che in Italia esiste l’unica sinistra al mondo che riesce a non vincere anche quando perdiamo noi. E' l'unica sinistra capace realizzare questo miracolo perché cittadini non vedono alternativa nella sinistra italiana". Ricordando i casi dell’elezione di Sergio Mattarella alla Consulta e della nomina di Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, alla presidenza dell’Anci, il segretario del Pdl sottolinea, dunque, che "chi non è in grado di decidere a casa propria, non è in grado di decidere nella casa degli italiani". L'ex ministro della Giustizia ricorda più volte che il trio Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola "non sono uniti su nulla". Ed è rispetto a una sinistra incapace a governare che Alfano parte dal presupposto che le gare elettorali non si fanno nel vuoto assoluto: "Quando parliamo delle prossime elezioni teniamo presente che sarà una gara tra noi e loro e loro sono quelli".

Insomma, avanti per sconfiggere ancora una volta la coalizione di centrosinistra. Non importa se, nel 2013, i centristi andranno da soli. Non importa se Casini non scoglierà la sua alleanza con Gianfranco Fini e Francesco Rutelli nel Terzo Polo. Perché Alfano non è cderto disposto ad assecondare i capricci del leader dell'Udc. "Chiedere di accantonare Berlusconi è una condizione impraticabile e ingiusta", spiega il segretario del Pdl rigettando tout court la condizione avanzata dai centristi per riparlare di una alleanza con il Pdl. "E' una condizione che io ritengo impraticabile e ingiusta", ribadisce ancora una volta l'ex ministro della Giustizia spiegando, con chiarezza, che sta lavorando "per un percorso di aggregazioni moderate senza condizioni capestro". "La nostra - avverte - è una posizione molto netta e molto chiara e lavoriamo perché si arrivi a quell’approdo". Il rilancio del partito passerà, in primis, dai congressi provinciali e comunali che si terranno già a dicembre. "Quando avremo fatto i congressi - spiega il segretario del Pdl - avremo dimostrato che noi siamo in carne e ossa il partito dei moderati". D'altra parte lo stesso Alfano riconosce che il Partito della Libertà ha già fatto delle scelte ben precise: "Vogliamo essere un partito autenticamente democratico per cui vi è il voto del militante del più piccolo comune d’Italia che vale quanto il mio, in cui le tessere costano dieci euro per consentire a tutti l’accesso al partito".

Alfano cerca di non ingigantire le continue polemiche che, in questi giorni, la stampa progressista sta cercando di addossare contro i vertici del Pdl. "C’è un'enfani eccessiva sulle divisioni interne al Pdl, ma «non riusciranno a farci litigare - continua il segretario del partito - noi abbiamo la convinzione di riuscire ad arrivare al 2013 e vincere le prossime elezioni politiche dimostrando di avere governato l’Italia al meglio possibile in un momento difficile come quello della crisi". D'altra parte, quando nel Pdl non ci sono discussioni i media accusano Berlusconi di gestire il partito come una caserma, quando le anime del Pdl discutono i media parlano subito di caos. "I giornali non riescono a trovare una via di mezzo - conclude Alfano - ma non riusciranno a farci litigare".