Alfano: riforma giustizia senza totem ideologici

Il ministro della Giustizia è soddisfatto per l'approvazione, a Montecitorio, della riforma del processo civile collegata alla manovra: "Giudizi di apprezzamento sia dall'Anm che dal Csm". Poi apre all'opposizione: "Al Senato il testo non sarà blindato"

Roma - E' soddisfatto il ministro della Giustizia Angelino Alfano per l’approvazione alla Camera della riforma del processo civile collegata alla manovra. Il Guardasigilli sottolinea che, sia da parte dell’Anm che del Csm, sono arrivati giudizi di apprezzamento. Nonostante ciò, fa sapere Alfano, al Senato sono possibili alcune modifiche in particolare per quanto riguarda i punti che sono stati maggiormente oggetto di critiche da parte dell’opposizione (il cosiddetto "filtro" in Cassazione per i ricorsi e acquisizione delle prove testimoniali per iscritto).

Apertura al dialogo Quella del ministro può essere vista come un’apertura al dialogo in vista delle riforme più spinose annunciate dal governo (processo penale, separazione delle carriere giudici-pm, modifiche al Csm e obbligatorietà dell’azione penale). Alfano ribadisce che "se si accantonano i totem ideologici e ci si confronta nel merito è possibile trovare ampi margini di consenso per migliorare il servizio giustizia".

Giustizia civile Quanto alla riforma del civile il ministro fa notare che è "impensabile che i processi durino anche dieci anni. Vogliamo velocizzarli con un massiccio uso di internet, con serie punizioni per chi gioca ad allungare i tempi, con sentenze breve e chiare per tutti i cittadini, e ricorrendo alla mediazione civile per evitare che le liti arrivino in tribunale". Successivamente - annuncia Alfano - il governo ha intenzione di intervenire per la semplificazione dei riti del processo civile perché "i trenta che ci sono oggi sono francamente troppi".