Alfano rispolvera il processo breve

Il Guardasigilli: "Il processo breve non è mai stato accantonato, lo abbiamo ricalendarizzato alla Camera. Anche pronunciamenti recenti della Corte di Strasburgo richiamano l’Italia per la lunghezza dei processi"

Roma - Il progetto del processo breve non è mai stato accantonato ed è sempre presente nell'agenda del governo. Loi ha dichiarato il guiardasigilli Angelino Alfano durante una conferenza stampa a Bruxelles. "Non è mai stato cancellato dall’agenda politica della coalizione" e per questo è stata decisa una "ricalendarizzazione" alla Camera. "Anche pronunciamenti recenti della Corte di Strasburgo richiamano l’Italia per la lunghezza dei processi", ha spiegato il guardasigilli, sottolineando che quel che "determina un veemente dibattito nella politica italiana non è il tema che viene sviluppato sull’intero arco del disegno di legge, di un processo che abbia una conclusione certa in tempi ragionevoli, quanto l’eventuale applicazione della norma transitoria ai processi in corso".

Il futuro del processo breve In sè, il senso generale del ddl non è messo in discussione, tanto che "numerosi disegni di legge della sinistra andavano già in quella direzione", ha continuato il ministro da Bruxelles. Controversa è invece la sua applicazione a processi già in corso. Per questo "per quanto riguarda la pregnanza del senso della norma transitoria la decisione assunta a livello di Commissione è di ricalendarizzare" in quanto "quella è la sede in cui si entrerà nel merito e si riparlerà di questo argomento", ha concluso Alfano.

Il Pdl torna in piazza? Quello della giustizia e degli attacchi dei magistrati al premier è un tema cardine anche dell'agenda del Pdl. Nel pomeriggio era stata diffusa la notizia, poi smentita da Bonaiuti, di manifestazioni del Pdl contro gli attacchi mediatici e giudiziari della ultime settimane.

Cicchitto: "Ci rifletteremo" Il vertice del Pdl non ha parlato oggi della campagna di mobilitazione sulla giustizia e a difesa del presidente del Consiglio. Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto chiarisce il giallo che si era generato a margine della riunione si palazzo Grazioli. "Non ne abbiamo parlato. Non sappiamo neppure noi come sia potuto uscire quel comunicato, tanto è vero che poi c’è stata una precisazione". Riguardo a una mobilitazione, Cicchitto ha detto che il partito "ci rifletterà. Ma oggi - ha concluso -, non ne abbiamo discusso".