Alfano: "Rivedere l'obbligatorietà dell'azione penale"

Il ministro della Giustizia in un'intervista al "Foglio": assieme alla revisione di alcuni aspetti dell'obbligatorietà penale, è uno dei due obbiettivi da reggiungere "a lungo termine". L'Anm dice subito no

Roma - Reintrodurre l'immunità parlamentare e rivedere alcuni aspetti dell'obbligatorietà dell'azione penale: sono i due principali obiettivi "a lungo termine" indicati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in un'intervista al quotidiano 'Il Foglio'. Secondo il Guardasigilli, l'approvazione del lodo sulle immunità per le quattro più alte cariche dello Stato libera il campo a una "più serena" ipotesi di riforma della giustizia.

Modifiche all'obbligatorietà dell'azione penale Se a breve termine l'obiettivo è una modifica al codice civile e di procedura penale ("riforme che abbiano come soggetto fruitore i cittadini, non i magistrati né i politici"), nel tempo, invece, gli obiettivi sono rappresentati dall'immunità parlamentare e dall'obbligatorietà dell'azione penale. "Il Paese - dice Alfano - forse non è pronto perché si abolisca. Ma si può proseguire sulla strada delle priorità date ai procedimenti più urgenti, come auspicato anche da esponenti del centrosinistra, come Luciano Violante".

E alla domanda se sarà proprio Violante il prossimo giudice costituzionale, risponde: "Non spetta a me promuoverne la nomina, certo ha recentemente espresso posizioni non distanti dalle nostre". Sulle modifiche all'azione penale obbligatoria, Alfano ritiene che la strada da intraprendere sia "quella di una cornice di priorità scelte dal legislatore e raccolte direttamente dalla sensibilità dei cittadini".

Quanto alla reintroduzione dell'immunità parlamentare, il ministro precisa che sarà il parlamento e non il governo a farlo: "Vedo una larga convergenza sul tema. Il Pd, con l'onorevole Mantini, e l'Udc, con l'onorevole Casini, hanno già preparato un testo che dovrebbe rimandare all'ipotesi dell'immunità europea. Mi risulta che alcuni esponenti del Pdl siano al lavoro per scrivere testi orientati nella medesima direzione. Quindi dopo l'estate faremo il punto e decideremo il da farsi".

"Taglia stipendi", in arrivo modifiche Cambierà la norma del decreto legge in materia fiscale che penalizzava gli stipendi dei magistrati. Contro i tagli l'Associazione nazionale magistrati aveva indetto lo stato di agitazione la scorsa settimana. Ad assicurare che l'art.69 del provvedimento verrà modificato è il ministro. La norma sugli stipendi dei magistrati - afferma - "la sostituiremo nella manovra Finanziaria. Non era giusta specie nei confronti dei più giovani che guadagnano poco".

Obbligatorietà, il no dell'Anm Primo altolà da parte dell'Associazione nazionale magistrati a cambiare l'obbligatorietà dell'azione penale, così come annunciato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Siamo contrari a modificare questo principio che consideriamo strettamente collegato all'altro fondamentale principio dell'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge", afferma Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm. "Piuttosto riteniamo che sarebbe necessario intervenire per rendere efficace il processo penale anziché prevedere editti del Parlamento o della magistratura con i quali si informano i cittadini che alcuni delitti non verranno più perseguiti". Secondo il segretario dell'Anm andrebbe intrapresa un'altra strada: "si scelga cosa depenalizzare, si riduca il numero dei reati e si snelliscano le procedure. Solo a quel punto ha un senso fissare alcune priorità. Altrimenti si rischia di individuare priorità in astratto che non corrispondono alla concreta pericolosità di un delitto".