Alga velenosa in mare: 80 bagnanti all’ospedale

A causare l’intossicazione è stata la fioritura della pianta acquatica vicino ai depuratori di Genova. Il sindaco: «Divieto di balneazione fino a mercoledì»

Fabrizio Graffione

da Genova

La signora Stefania è stata appena dimessa dall'ospedale San Martino di Genova. Suo figlio di sette anni è ancora in stretta sorveglianza all'istituto pediatrico Gaslini. Il piccolo Luca stava facendo il bagno sulla spiaggia di San Nazaro, in corso Italia, a Genova. Lei stava sul bagnasciuga, aspettando che uscisse da quell'acqua «dal colore strano». Una domenica come tante al mare, per cercare refrigerio dal caldo estivo. Entrambi, in serata, si sono sentiti male. Tosse secca, febbre, forti bruciori agli occhi, cefalea, infezione alle vie respiratorie. Come loro, un'altra ottantina di bagnanti, ricoverati anche al Galliera, e una decina di bimbi. Ora stanno quasi tutti bene dopo gli antibiotici prescritti dai medici. A intossicarli è stata la «ostreopsis ovata»: un'alga tropicale, presente dal 1989 nell'alto Adriatico, e ormai diffusa anche nel Mediterraneo. Il sindaco del capoluogo ligure, Beppe Pericu, ieri sera ha disposto, «in via precauzionale», il divieto di balneazione, fino a mercoledì, sulla lingua di spiaggia che percorre il levante cittadino fino a Bogliasco.
A causare l'intossicazione è stato un fenomeno particolare, quello di «bloom algale», cioè la fioritura di queste alghe unicellulari che avviene in particolari condizioni, ma si esaurisce nel giro di qualche giorno. Ci si intossica non soltanto con il contatto con l'acqua piena di «ostreopsis ovata», praticamente invisibile a occhio nudo, ma anche inalando l'aerosol prodotto durante la fioritura. Solitamente accade vicino ai depuratori, dove l'alga trova il suo humus, in giornate afose e di caldo. Condizioni riscontrate a Genova, dove nel levante sono presenti tre grandi depuratori e domenica numerosi bagnanti, ma soprattutto pescatori, hanno visto che l'acqua del mare «non era come gli altri giorni».
«L'allarme è scattato in serata - spiega l'infettivologo Matteo Bassetti - mi hanno chiamato dal pronto soccorso, dove c'erano decine di persone con sintomi uguali. Tosse secca, febbre tra i trentotto e i trentanove gradi, cefalea, qualcuno vomitava, altri avevano un forte bruciore agli occhi, come una congiuntivite. Quasi tutti presentavano una forma di tracheobronchite, cioè un'infezione delle alte vie respiratorie, ma nessuno aveva la polmonite. Dagli esami abbiamo riscontrato un innalzamento dei globuli bianchi neutrofili, che si verifica quando c'è un'infezione. Quindi li abbiamo sottoposti ad antibiotico. Dopo un giorno per quasi tutti la febbre era già passata. Mi sembrava possibile un'infezione biologica, anche se qualcuno aveva ipotizzato un agente chimico. È la prima volta che si verificano casi del genere a Genova».
L'allarme scattato domenica sera ha provocato un immediato controllo sugli impianti di depurazione genovesi. L'assessore Valter Seggi ieri pomeriggio ha tuttavia confermato che i depuratori «sono a norma e non sono state rilevate irregolarità». Quindi l'attenzione si è spostata sui campioni di acqua prelevati ieri dai tecnici dell'Arpal a Bagnara, nel quartiere di Quinto, alla spiaggia del Bai di Quarto, ai bagni San Nazaro di corso Italia. In serata si è scoperta la causa e quindi è stato disposto il divieto di balneazione. «L'ordinanza è valida fino a mercoledì compreso - dice il sindaco Beppe Pericu -. Abbiamo previsto uno stretto monitoraggio delle acque nei prossimi giorni».
Legambiente ha chiesto un controllo a tappeto sulle acque marine sottocosta nella zona antistante Genova. Telefono Blu chiede chiarezza per il caso di miniepidemia avvenuto nel capoluogo ligure e ha allertato gli uffici di difesa del cittadino al numero 199443378 per le eventuali azioni risarcitorie. Negli ultimi anni ci sono stati altri episodi di intossicazione da «ostreopsis ovata» e sono avvenuti in Toscana, Emilia Romagna e Puglia. In particolare la diffusione dell'alga tropicale è favorita dove non c'è molto ricambio di acqua.