Ali Agca torna di nuovo in carcere

Marta Ottaviani

da Istanbul

La libertà di Ali Agca è durata solo otto giorni. Ieri l'ex lupo grigio è stato arrestato dalla polizia di Istanbul e riportato nel carcere di Kartal, da dove era uscito l'8 gennaio scorso. La Corte di Cassazione di Ankara ha deciso all'unanimità che l'ex terrorista deve tornare in prigione perché la sua pena non è stata scontata interamente. La scarcerazione anticipata di Agca, che nel 1981 attentò alla vita di Giovanni Paolo II e che nel 1979 uccise il giornalista Abdi Ipekci, sarebbe stata un errore di calcolo.
Una vittoria per Cemil Çiçek, ministro della Giustiza turco, che ha depositato il ricorso in Cassazione contro la liberazione di Agca all'inizio di questa settimana, e che nei giorni scorsi aveva definito la decisone di liberarlo «non giusta». L'ex terrorista è stato arrestato in casa sua, nel quartiere sulla riva asiatica del Bosforo. Indossava un maglione blu simile a quello che aveva il giorno della liberazione. Prima di salire sull’auto della polizia ha urlato in turco e italiano «sono il Messia».
Per adesso non si sa con certezza quanto tempo ancora Agca dovrà trascorrere in carcere. La versione più accreditata al momento parla di circa 11 mesi. Precisamente 10 mesi e 29 giorni. Sembre infatti che il Tribunale, al momento del conteggio della pena scontata in Italia, abbia quantificato il periodo in 20 anni, quando invece l'ex terrorista ne ha scontati «solo» 19 e un mese.
Ma c'è anche un'altra ipotesi che si rivelerebbe ben più pesante per l'ex Lupo grigio. Fonti della Suprema Corte hanno infatti rilevato che Agca deve ancora scontare una parte della pena inflittagli per l'omicidio del direttore di Milliyet Abdi Ipekci e per due rapine compiute nei primi anni Settanta. Se la voce verrà confermata, l'ex terrorista potrebbe rimanere in carcere fino al 2014 o addirittura al 2017. Su questo problema la Corte Costituzionale di Ankara dovrebbe deliberare nelle prossime ore. La questione non è del tutto chiusa, dunque, e davanti a una simile discrepanza di cifre, l'avvocato di Agca Mustafa Demirgab potrebbe abbandonare il suo proposito di rispettare la decisione della Corte e di intraprendere un’azione legale.
C'è poi la situazione all'interno del Paese. La scarcerazione di Agca, infatti, ha provocato un forte risentimento nella stampa e nell'opinione pubblica, ma ha risvegliato i sentimenti di centinaia nazionalisti, che hanno aspettato il loro «eroe» per ore fuori dal carcere di Kartal e dalla caserma nel distretto di Pendik.
Il premier Recep Tayyip Erdogan, in una dichiarazione lampo rilasciata all'aeroporto di Istanbul ha riservato parole di elogio per il ministro della Giustizia. Ed è proprio questo ricorso lampo adesso a far sorgere qualche dubbio. La sentenza della Corte di Cassazione e la celerità con cui si è mossa la macchina della giustizia turca arrivano ad appena due giorni dalla notizia battuta dall'agenzia Cihannwes, per la quale il partito del premier avrebbe perso in pochi mesi il 30 per cento dei consensi.