Un aliscafo si schianta e affonda: 15 i feriti, una donna è grave

Il Giorgione dela Siremar, in arrivo da Favignana, ha sbattuto contro gli scogli all'imbocco del porto di Trapani. Tra i 118 passeggeri, 15 sono i feriti, ma una turista milanese di 54 anni è ricoverata all'ospedale di Palermo in gravi condizioni. E' già stata operata: è in prognosi riservata. Indagato il comandante

Trapani - Aveva rallentato la velocità e stava per avvicinarsi alla banchina. All’improvviso l’urto. Si è schiantato contro gli scogli, all’imboccatura del porto di Trapani, l’aliscafo Giorgione della Siremar, che veniva da Favignana. A bordo 181 passeggeri e i 6 componenti dell’equipaggio. Dei 15 feriti, solo uno, una donna di 54 anni di Milano, è in condizioni critiche. I medici la stanno operando per lesioni alla milza. Gli altri passeggeri avrebbero solo contusioni e traumi cervicali. Ancora da accertare le cause dell’incidente. Al momento gli investigatori propendono per l’errore umano.

La donna operata Sono gravi le condizioni della turista milanese, Paola Romano. La donna, che ha un trauma cranico e toracico, è stata trasferita d’urgenza nel reparto di prima rianimazione dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essere stata operata alla milza. Secondo i medici, che si sono riservati la prognosi, presenta problemi di coagulazione. Nell’incidente sono rimasti ferite altre 14 persone, tutte con lievi contusioni e traumi cervicali.

La dinamica Lo schianto sarebbe stato determinato da un’errata manovra di ingresso nel porto. Erano le 20.30. Il Giorgione era in ritardo. Sarebbe dovuto attraccare alle 20. I passeggeri si stavano preparando a scendere. "Improvvisamente, - raccontano - mentre l’aliscafo stava rallentando abbiamo sentito uno schianto. A bordo si è scatenato il panico. Alcune botole sullo scafo si sono aperte e abbiamo cominciato a imbarcare acqua. Nella nave si sono creati dei mulinelli - dicono - e un ragazzo stava per essere risucchiato. È vivo solo perchè l’hanno afferrato i genitori". Secondo alcuni passeggeri, al momento dell’impatto a bordo del Giorgione sarebbe andata via la luce. "In un istante ci siamo trovati al buio - spiegano - e siamo stati sbalzati tutti verso la prua. L’unica luce che si intravedeva era quella verde del faro che si trova all’ingresso del porto".

I soccorsi Subito dopo l’incidente alle persone a bordo sono stati fatti indossare i giubbotti di salvataggio. Alcuno sono stati fatti salire sulle scialuppe dell’aliscafo; altri sono stati soccorsi dalle motovedette della guardia costiera, dei vigili fuoco e dei carabinieri, subito accorse. Alle operazioni di salvataggio hanno partecipato anche diverse imbarcazioni private. Due distinte inchieste - una della guardia costiera di Trapani, l’altra della procura - cercheranno di accertare le cause dell’incidente. L’aliscafo, che è affondato ieri sera poco prima della mezzanotte, si trova in questo momento adagiato su un fondale di circa sette metri. Nelle prossime ore saranno ascoltati il comandante e i cinque uomini d’equipaggio dell’aliscafo, in servizio tra le isole Egadi e il porto di Trapani. Il traffico marittimo, che era stato interrotto per consentire le operazioni di soccorso, questa mattina è ripreso regolarmente. Nella zona sta operando anche un battello antinquinamento per scongiurare il rischio di sversamento di carburante.

Indagato il comandante Sarebbe stato un guasto al timone la causa dell’incidente che ha coinvolto l’aliscafo Giorgione della Siremar che ieri sera si è schiantato contro gli scogli all’ingresso del porto di Trapani. È quanto emergerebbe dall’interrogatorio del comandante del mezzo veloce, Mario Scaduto, iscritto nel registro degli indagati per naufragio doloso dal pm Franco Belvisi, che coordina l’inchiesta sull’incidente. Il comandante è stato ascoltato già ieri sera dai carabinieri e dagli uomini della Capitaneria di porto, alla presenza del suo legale.