Alitalia: il 2006 in utile nonostante gli scioperi

Risultati in linea con gli obiettivi. Minori ricavi per 80 milioni da agitazioni e maltempo

Paolo Stefanato

da Milano

Nonostante i sette giorni di agitazioni sindacali di fine gennaio, seguiti da un altro paio di giorni di maltempo che paralizzò gli aeroporti, l’Alitalia prevede di centrare l’obiettivo contenuto nel piano industriale e di chiudere il bilancio 2006 in utile. Ieri il consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Giancarlo Cimoli, ha nuovamente confermato quello che era stato più volte annunciato (a dispetto delle più nere previsioni sindacali). Ma la novità di ieri è costituita dal calcolo dei costi delle agitazioni che alla fine di gennaio bloccarono gli aerei, per iniziativa soprattutto dei sindacati confederali preoccupati dalla scissione delle attività di terra. I minori ricavi sono stati stimati in 80 milioni di euro (ricordiamo che il fatturato del 2005 è stato di 4.797 milioni), mentre il danno provocato sul risultato operativo (nel 2005 negativo per 47 milioni) è di 40 milioni. La proporzione tra le due voci non deve trarre in inganno: il rapporto tra costi fissi e costi variabili legati a un volo, infatti, è fortemente penalizzato quando questo viene cancellato all’ultimo momento, per effetto (appunto) di scioperi o maltempo; il solo «risparmio» è legato al carburante, mentre tutte le altre spese relative al volo (personale in servizio, diritti aeroportuali, servizi di terra) restano invariate. Il primo appuntamento per valutare in concreto l’impatto di questi danni (e cioè come si «spalmeranno» su un periodo più lungo) è il 15 maggio, quando il consiglio varerà i conti del trimestre gennaio-marzo. Ma probabilmente già in occasione dell’assemblea di bilancio (convocata per il 31 marzo in prima, per il 3 aprile in seconda convocazione) si potrà avere qualche indicazione sull’andamento del primo scorcio dell’anno.
Nel confermare comunque il ritorno all’utile 2006, ieri il consiglio ha avuto l’accortezza di sottolineare che questo avverrà «in assenza del ripetersi di eventi negativi» come quelli registrati in gennaio. In questo momento l’Alitalia sta vivendo un momento di pace sindacale, o quanto meno di sospensione di ogni belligeranza, in attesa di nuovi incontri e di adeguate rassicurazioni per il personale di Az Servizi, passato dal 10 novembre sotto l’ombrello di Fintecna.
La compagnia ieri ha confermato inoltre l’obiettivo di raggiungere un rapporto tra l’Ebitdar (il risultato prima di tasse, svalutazioni, ammortamenti e rate d’affitto degli aerei) e i ricavi pari a circa il 14% nell'arco di tempo coperto dal Piano (cioè il valore medio tra il 2006 e il 2008). Ricordiamo che il piano predisposto da Giancarlo Cimoli al suo arrivo all’Alitalia (2004) è quadriennale: il primo biennio, che si chiude in dicembre, è rivolto al risanamento, il secondo allo sviluppo. Lo scopo ultimo è di fare dell’Alitalia un «vettore di rete altamente efficiente», sul modello di altre compagnie (Iberia, Austrian) non globali ma autonome e in buono stato di salute.
Ieri in Borsa il titolo Alitalia ha guagagnato lo 0,68%.