Alitalia ad Air France a prezzo di saldo Malpensa, addio hub

Proposta accettata. Intera giornata di riunione fino a notte, poi l'intesa sulla cessione trascritta in venti pagine. <a href="/a.pic1?ID=248548" target="_blank"><strong>Gli scogli della Sea e dei sindacati</strong></a>. Fiumicino hub intercontinentale, <a href="/a.pic1?ID=248549" target="_blank"><strong>Malpensa &quot;gateway&quot;: voli business e low cost</strong></a>

da Milano

Una giornata intera dedicata alla proposta vincolante formulata da Air France. Il consiglio di amministrazione di Alitalia si è riunito, al sesto piano del palazzo della Magliana, intorno alle 11: un’ora dopo rispetto alla convocazione. Intorno a mezzanotte il via libera, anche se la riunione è proseguita con i legali all’opera per varare il lungo comunicato (una ventina di pagine, con tutti i dettagli dell’offerta) annunciato per la notte. Un fatto oggettivo, la durata, che da solo indica il grado di importanza dell’argomento, la sua delicatezza, il grado di approfondimento dedicato al dossier.
Ieri è stata una giornata storica per Alitalia, per la quale dopo 61 anni il futuro si profila non più in autonomia. Gli amministratori hanno considerato anche le esigenze finanziarie di breve termine della società, che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro in cassa. Denaro sufficiente per sopravvivere ancora qualche mese. Per giugno, aveva già avvertito il cda presieduto da Maurizio Prato, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni: esattamente il denaro preventivato da Air France per una ricapitalizzazione.
«La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un’Alitalia al disastro - ha affermato ieri il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani -. Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso». A Cernobbio con lui anche l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: «Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa - ha detto in mattinata il banchiere che ha strenuamente sostenuto la candidatura di Air One -. Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un’azienda importante per il Paese. È stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni».
Dopo otto settimane di trattativa in esclusiva, il gruppo d’Oltralpe ha consegnato venerdì l’offerta, a Parigi, nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. Della quale sono trapelate solo indiscrezioni: per esempio, l’offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni che potrebbe essere di un’azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo intorno a 0,22 euro rispetto a 0,35 euro di cui si era parlato nel dicembre scorso.
Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia. Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani (uno o due, non si sa) verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche.
Tra gli aspetti più delicati dell’offerta, il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi; ma secondo alcune fonti potrebbero essere molto più numerosi. La società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l’usufrutto dell’1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività sarebbero previste alleanze con partner.
Entro domani è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d’oltralpe, Jean Cyril Spinetta assieme al presidente dell’Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna, Vincenzo Dettori, e di Alitalia Servizi, Giancarlo D’Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l’offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, porterà all’acquisizione di Alitalia solo con l’accordo con i sindacati. Ma soprattutto Cgil e Cisl, che finora hanno lamentato l’assenza di informazioni, non accetteranno «un accordo al buio».