Alitalia, Aeroflot insiste sull’ipotesi Air France

«Non è escluso» un coinvolgimento di Parigi, alleato storico di Mosca

da Milano

La società di revisione Deloitte & Touche ieri si è sentita in obbligo di precisare che il lavoro di analisi sul bilancio Alitalia «è in corso» e che il termine per il giudizio sul bilancio è fissato all’11 giugno, due settimane prima dell’assemblea. Da giorni c’è molto scetticismo sull’esito della certificazione - Deloitte aveva sospeso il giudizio, l’ultima volta, sul bilancio 2003 - soprattutto per l’assenza di un piano industriale, cosa che mette in discussione la continuità aziendale; la società, da parte sua, ribadisce che la formulazione di un piano spetterà al compratore. Per ora si naviga a vista, e in cassa c’è denaro sufficiente per sostenere perdite di 12 mesi.
Non giova certo nè alla serenità aziendale nè alla gara per la privatizzazione (nella quale sono rimasti in due: Carlo Toto e Aeroflot-Unicredit), la vertenza per il rinnovo del contratto al personale di volo, che anche ieri ha prodotto un paio di cancellazioni provocate dagli scioperi bianchi. Per domani mattina le parti sono state nuovamente convocate al ministero dei Trasporti; le posizioni sono ancora distanti, ma non è esclusa a priori la firma di un accordo. Tutto questo complesso di eventi - contabili e sindacali - ha come effetto immediato quello di deprimere il titolo in Borsa, che anche ieri ha perso il 3,5%, scendendo a 0,78 euro; la quotazione sta recependo il pessimismo che coinvolge la gara per la privatizzazione, e le previsioni di offerte economiche molto basse.
Il ritiro della cordata guidata dagli americani di Tpg non ha certo giovato alla gara, visto che si trattava del concorrente forse più qualificato; ieri il numero uno di Aeroflot, Valery Okulov, ha invece assicurato: «Noi continuiamo», e, sollecitato da una domanda, non ha escluso un coinvolgimento dell’alleata Air France (che, da parte sua, ha invece sempre smentito). Okulov è apparso peraltro scettico su intese con Air One, dicendo di non aver mai incontrato Carlo Toto: in realtà si tratta di due soggetti - Aeroflot e Air One - molto differenti, dal punto di vista industriale e finanziario, le cui visioni appaiono difficilmente conciliabili.
Anche Tpg, comunque, - come già Air France e Lufthansa - ha lasciato trapelare un interesse per Alitalia fuori dall’attuale procedura. Sembra quasi che si stia formando un gruppo di pretendenti in attesa che il Tesoro si scontri, nella fase finale, con offerte non in grado di garantire il futuro sperato per l’Alitalia.