«Alitalia ai privati nel giro di pochi mesi»

da Milano

L’esecutivo conferma il suo obiettivo anche nel Dpef: «In primo luogo l’impegno del governo è quello di completare la privatizzazione di Alitalia. L’auspicio è quello di completare il processo di privatizzazione entro i prossimi mesi». L’advisor Intesa Sanpaolo lavora intanto in silenzio a una missione non facile. Ed anche il governo sembra in fiduciosa attesa del verdetto della Banca guidata da Corrado Passera. «Una prima valutazione sulla situazione si potrà conoscere tra pochi giorni, in occasione dell’assemblea». Così il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, ha ieri risposto a chi lo incalzava su Alitalia. L’assemblea di sabato sarà effettivamente l’occasione per fare il primo punto sul bilancio e sulla situazione della compagnia riguardo al dossier Alitalia.
Specialmente per l’advisor, che dovrà poi decidere come muoversi. Alitalia «è un problema che meno se ne parla e meglio è», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, che ribadisce: «Il governo sta lavorando per trovare una soluzione, o meglio sta lavorando il dottor Passera di Banca Intesa, che deve portare un piano: aspettiamo fiduciosi». Qualche indicazione in più potrebbe arrivare oggi, dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti che riferirà in Parlamento: nel governo è il più vicino al dossier, nel ruolo di azionista di controllo (il Tesoro ha il 49,%), titolare delle azioni da cedere per un nuovo tentativo di privatizzazione in extremis. Tremonti parlerà in tarda mattinata, per una audizione presso le commissioni Bilancio e Lavori pubblici di Camera e Senato, a Palazzo Montecitorio in seduta congiunta. Sabato i vertici della compagnia, con cui gli advisor stanno lavorando fianco a fianco, potrebbero riferire ai soci le prime indicazioni. Appare comunque troppo presto perché possa già esserci sul tavolo un progetto concreto. All’ordine del giorno dell’assemblea anche l’integrazione dei posti vacanti in cda con la nomina di due amministratori, quella del collegio sindacale e il conferimento dell’incarico al revisore dei conti.
Sul tavolo c’è infine il lavoro di «scouting» dei potenziali investitori fatto da Bruno Ermolli, che ieri ha fatto visita alla sede milanese di Intesa Sanpaolo. Ma ha negato ogni collegamento con il dossier.