Alitalia, per Air France è l'ultima chiamata

A mezzanotte scade il termine per l’accordo. Berlusconi: "È essenziale che resti compagnia di bandiera". Spinetta pronto a ridurre i tagli e a verificare la redditività del cargo. Disgelo dei sindacati

Milano - Rientro ai colloqui della Uil. Parole costruttive dei piloti. Massima collaborazione della Cgil. La trattativa Air France-sindacati su Alitalia (più 10,4% in Borsa), sospesa ieri e rinviata a mezzogiorno di oggi, potrebbe trovare la sua quadratura in qualche concessione da parte di Jean-Cyril Spinetta. Ieri pomeriggio sono circolate indiscrezioni sulle aperture di Air France, imperniate su una rimodulazione dei tagli alla flotta e sul il riassorbimento nel gruppo di Atitech. Ma gli uomini di Air France spengono indirettamente le aspettative sindacali: se aperture ci saranno, saranno minime. Le proposte attribuite a Spinetta non sarebbero altro che un tentativo di mediazione elaborato da Maurizio Prato, presidente di Alitalia. Spinetta ha ferma intenzione di chiudere l’accordo, ma ripeterà la frase pronunciata più volte ai rappresentanti dei lavoratori: «Sarà la prima volta che avrete un azionista che si accolla il rischio industriale dell’impresa». Come dire: la logica cambia, non pagherà più Pantalone.

La scadenza, ormai ai tempi supplementari, è fissata per questa sera. Non ci si aspetta la firma al contratto: in ogni caso non sarebbe possibile, perché su un’altra condizione, la manleva per l’azione della Sea, non c’è nulla di definito e sono al lavoro le diplomazie. Quello che potrebbe scaturire questa sera è un accordo di base che permetta di proseguire la trattativa ai cinque tavoli tecnici, uno per ciascuna categoria, ai quali definire i dettagli. Le probabilità? Scarse, non più del 30%, secondo gli ambienti di Air France. Superiori, almeno il 50%, secondo gli ambienti sindacali. Ma anche questo fa parte delle tattiche: ieri, tra l’altro, i lavoratori hanno occupato il centro elaborazione dati della Magliana e bloccato il treno Roma-Fiumicino. Se non sarà rottura, il preaccordo permetterà di richiedere il prestito ponte da 300 milioni, che per essere autorizzato da Bruxelles deve avere come presupposto la cessione.

Poi c’è la variabile politica. Ieri Silvio Berlusconi, pur confermando l’esistenza di una cordata italiana e il forte interesse di molti imprenditori, ha mostrato un atteggiamento più morbido nei confronti di Air France, a cui si è detto favorevole a condizione che Alitalia «non venga fatta sparire come compagnia di bandiera», un concetto già espresso qualche settimana fa. Va ricordato che la nazionalità italiana della compagnia, il suo nome e la sua livrea non sono mai state poste in discussione. «Altrimenti - ha aggiunto Berlusconi - ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potranno dare all’Italia la proprietà della sua compagnia di bandiera nazionale».
Secondo le indiscrezioni fatte trapelare ieri, le «aperture» di Air France riguarderebbero una rimodulazione degli interventi sulla flotta anticipando al 2009, anziché al 2010-2011, l’ingresso di un B777 e riducendo da 16 a 13 il taglio degli Md80. Per il cargo, poi, pur confermando la chiusura al 2010, sarebbe prevista una verifica nel 2009. L’arrivo del B777 determinerebbe un fabbisogno di 100 assistenti e 12 piloti, mentre la permanenza dei 3 Md80 richiederebbe 30 piloti e 60 assistenti di volo.