Alitalia, Air France punta a una nuova gara

da Milano

Si avvicina il 2 aprile - lunedì prossimo - e aumentano gli interrogativi sull’evoluzione della procedura che porterà (o dovrebbe portare) il Tesoro a cedere la propria quota di Alitalia. Il 2 aprile è importante perché è il termine fissato per l’aggregazione alle cordate esistenti di soggetti nuovi, che non si siano ancora resi palesi: è sempre stata la data-chiave per capire se parteciperanno alla gara concorrenti blasonati come Air France e Lufthansa - che a vario titolo sono sempre stati chiamati in causa - ed è anche il termine per la dichiarazione di un partner da parte di altri «interessati». I fondi statunitensi Texas Pacif group e Matlin Patterson global adviser dovranno accogliere nella propria offerta un soggetto italiano o europeo, mentre Unicredit banca mobiliare dovrà rendere noto il «cliente» per il quale lavora, come ha indicato nei giorni scorsi Alessandro Profumo.
Wolfgang Mayrhuber, presidente e ad di Lufthansa, anche nei giorni scorsi ha ribadito che la sua compagnia non parteciperà alla gara per Alitalia; e ieri il quotidiano francese Les Echos ha riferito il pensiero di Jean-Cyril Spinetta, che appare «possibilista» ma solo a condizioni diverse da quelle attuali. Si fa strada, insomma, l’ipotesi di una gara deserta (o quasi) e di una revisione della procedura. Solo pochi giorni fa anche Carlo De Benedetti, finora «interessato» attraverso la cordata guidata dal suo fondo Management&Capitali, ha detto che a queste condizioni non andrà avanti (come motivazione ha utilizzato il divieto per un anno di compravendita delle azioni Alitalia imposto dal Tesoro ai vincitori). Secondo Les Echos, Air France non escluderebbe di tornare in lizza per Alitalia qualora il governo italiano dovesse decidere di indire una nuova gara. Nel corso di un recente consiglio del gruppo Air France Klm, il presidente e amministratore delegato Jean-Cyril Spinetta - riferisce il quotidiano economico francese - non avrebbe nascosto di attendere «una ridefinizione della gara». «Avevamo i mezzi per partecipare - avrebbe spiegato Spinetta - ma viste le condizioni proposte, non potevamo essere candidati in questa prima fase. Non immagino, sinceramente, chi potrà effettuare questa operazione e spero che l'assenza di candidati spingerà a una ridefinizione della gara». Infatti, evidenzia Les Echos, «l'ipotesi di una nuova gara sembra sempre più probabile». In mancanza di candidati validi, da qui a metà aprile, osserva il quotidiano, «il governo italiano dovrà indire una nuova gara, riducendo le sue esigenze. È la scommessa che fanno De Benedetti e Air France».
Il bando, a dire il vero, prevede la massima flessibilità a favore del venditore-Tesoro, che in qualunque momento potrà accettare offerte anche esterne alla procedura. Questa, tuttavia, resta al momento la «strada maestra», anche se sempre più impervia. Per esempio Tpg - protagonista negli Stati Uniti del risanamento di Continental - sta lavorando per presentare l’offerta non vincolante, prevista dal bando entro il 16 aprile; fa anzi sapere che l’interesse per Iberia, emerso in questi giorni, non è alternativo a quello per Alitalia.
Frattanto, all’Alitalia (più 0,11% in Borsa) continua il solito tran tran: e ieri il presidente Libonati ha convocato i sindacati per il 26 aprile.