Alitalia, Air One resta sempre più sola

da Milano

Non ha avuto esito il pressing che il Tesoro ha esercitato nei giorni scorsi sul fondo americano Tpg per un suo rientro nella gara per la privatizzazione di Alitalia. Da parte sua Matlin Patterson, l’altro fondo Usa tuttora teoricamente in lizza, non è intenzionato a fare offerte. Al termine fissato per la consegna delle buste, lunedì 23 luglio, si presenterà soltanto l’Ap holding di Carlo Toto, che controlla Air One. È vero che molti soggetti, a cominciare dallo stesso Tpg, restano interessati ad Alitalia, ma - come sempre ripetuto - «non a queste condizioni»: restano in attesa di vedere se la procedura avviata in dicembre andrà in fumo, e se la compagnia sarà ceduta a trattativa privata.
Ma dal coté politico ieri sono arrivati segnali univoci: il gruppo Intesa Sanpalo, finanziatore di Toto, avrebbe ricevuto indicazioni pressanti perché metta a disposizione dell’acquirente il denaro necessario. Intorno all’istituto di Bazoli e Passera ci sarà un altro pool di banche, probabilmente quelle di cui più volte si sono fatti i nomi: Mps, Nomura, Lehman, Morgan Stanley. Se il loro impegno resterà fermo al limite massimo di 200 milioni finora detto, l’esborso per Intesa sarà molto superiore a quanto Passera fosse, fino a questo punto, disposto a rischiare, visto che un piano industriale serio per il risanamento e il rilancio di Alitalia necessita di non meno di 1,5-2 miliardi di euro. Toto, in contanti, non metterà un euro: conferirà Air One, valutata da una perizia del tribunale di Chieti circa 850 milioni. Il mix di capitale e di debito permetterà a Toto - se si realizzerà il disegno che ieri appariva più probabile - di mantenere sia la maggioranza sia la governance del nuovo gruppo.
Il 23 luglio dunque sarà solo Toto a presentare l’offerta. Quanto al prezzo da pagare al Tesoro per il 39,9% messo in vendita - elemento che ha allontanato più di un concorrente, a cominciare proprio da Tpg - vanno fatte alcune osservazioni. Il prezzo dell’offerta dovrà essere pari o superiore a quello stimato da un consulente nominato dal Tesoro, Credit Suisse, che lo inserirà in una busta chiusa, da aprire dopo quella dell’offerta; altrimenti la compagnia non verrà ceduta. Questo è sempre parso un elemento di aleatorietà; tuttavia il prezzo dovrà basarsi sul reale valore della società (che perde 2 milioni al giorno), indipendentemente dalla quotazione di Borsa. Potrebbe dunque essere talmente basso da non ostacolare l’assegnazione.
Questo scenario è stato confermato dall’ottimismo espresso ieri da Carlo Toto, il quale ha detto: «C’è un clima di fiducia. Le difficoltà sono solo chiacchiere. Sarà privatizzata entro il mese». Più volte nel tempo aveva ripetuto che «i soldi non sono un problema». Nei giorni scorsi ha visto accogliere dal Tesoro alcune sue condizioni contrattuali, legate ai vincoli Antitrust e agli esuberi (il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha assicurato che il governo se ne farà carico). Fattori, questi ultimi, che potrebbero indurre altri (ex) concorrenti a presentare ricorsi: ma Ttg - riferiscono ambienti vicini al fondo - nega questa possibilità, sottolineando che «non sarebbe nel suo stile».
All’idea che Tpg potesse riaffacciarsi tra i compratori, il titolo Alitalia ieri in Borsa ha recuperato il 4%; osservando il grafico qui a fianco, il declino appare comunque evidente. Ieri il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha ribadito per l’ennesima volta che «alle condizioni attuali» Alitalia non interessa al suo gruppo. Anche Aeroflot è apparsa netta: «Abbiamo preso una decisione ed è quella definitiva». Cioè, fuori.