Alitalia, AirOne e Radici su Volare

da Milano

Si avvia al capolinea la lunga vicenda di Volare, la compagnia low-cost varesina messa all’asta dopo il blocco forzato imposto nel novembre 2004 a causa di un crac finanziario da 500 milioni di euro, e rimessa in piedi dal commissario straordinario Carlo Rinaldini in attesa di trovare nuovi proprietari. Il termine fissato per la presentazione delle offerte vincolanti, dopo le manifestazioni di interesse dello scorso novembre, è infatti il 29 dicembre, tempo utile per concludere la gara entro l’anno.
In particolare, dopo la prima tornata che ha visto 10 soggetti interessati, al secondo appuntamento sono attesi soltanto Alitalia, AirOne e la famiglia Radici, che controlla l’omonimo gruppo tessile bergamasco, affiancata da Isabella Rattazzi, fondatrice insieme al fratello Lupo della compagnia Air Europe, poi assorbita dal gruppo Volare, che controlla anche Volareweb. Il commissario Rinaldini, affiancato dall’advisor Ernst & Young, dovrà poi decidere sulla base delle offerte concrete che verranno messe sul piatto dagli interessati.
Ma sulla cessione di Volare potrebbe aprirsi un contenzioso fiscale e giuridico. Secondo quanto si è appreso, la direzione Affari giuridici e contenzioso dell’Agenzia delle entrate, dopo una richiesta-istanza di interpello - presentata da Assaereo lo scorso 19 dicembre - ha infatti preannunciato che dovrebbe ritenersi applicabile alla vicenda un articolo (14 del decreto legge 472/1997) che stabilisce la responsabilità in solido del cessionario col cedente «per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti (nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore) con riferimento alle cessioni di aziende o di complessi aziendali effettuati nell’ambito dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza».
Intanto c’è già chi fa il tifo per una soluzione diversa dalla possibile acquisizione da parte di Alitalia, da poco rianimata da un robusto aumento di capitale da un miliardo di euro, in virtù del quale il ministero del Tesoro è sceso al 49,9% del controllo sul gruppo. Sull’opportunità che la compagnia varesina, oggi attiva esclusivamente a Malpensa con 3 collegamenti settimanali per le isole Mauritius e con voli giornalieri per Palermo, Catania, Bari e Napoli, ma con una dotazione di slot sugli scali di Linate, Orio al Serio (Bergamo) e Venezia, possa finire nelle mani della compagnia di bandiera, c’è stata una levata di scudi da parte della Fit-Cisl lombarda guidata da Dario Balotta. Secondo il sindacalista, infatti, Alitalia avrebbe altri problemi da risolvere prima di potersi occupare di quelli di Volare, che invece «potrebbe trovare in un socio privato il partner giusto per risollevarsi dalla crisi».
Balotta si è quindi rivolto al commissario Rinaldini, ricordando che «ha superato brillantemente il primo esame con il salvataggio aziendale». Ora, però deve decidere «sapendo che solo con l’ingresso di risorse finanziarie private sarà possibile garantire l’indipendenza e la continuità aziendale di Volare».