Alitalia, anche Aeroflot verso il ritiro "L'operazione è troppo costosa"

I partner moscoviti di Unicredit tacciono, ma secondo indiscrezioni l'annuncio ufficiale della rinuncia arriverà il 23 giugno: "Problemi con i termini della gara, il govenro vuole solo far cassa". Dopo il ritiro di Tpg, resta solo il gruppo di Toto, supportato da Intesa Sanpaolo

Milano - Aeroflot potrebbe annunciare a breve il ritiro dall’asta per il 49,9% degli asset di Alitalia in mano al Tesoro: lo hanno detto all’agenzia Interfax diverse fonti del consiglio di amministrazione della compagnia aerea russa, precisando che una comunicazione ufficiale verrà data dopo l’assemblea degli azionisti in programma il 23 giugno. La portavoce Irina Dannenberg ha sottolineato che parlare di un ritiro è prematuro e che una decisione verrà presa solo a fine mese: ma ha confermato che "tutto dipende dalle condizioni. Non siamo soddisfatti delle condizioni relative al prezzo, e non vogliamo comprare Alitalia a qualsiasi costo". Aeroflot "non è contenta dei termini - ha detto una delle fonti di Interfax -. Il governo italiano non vuole sviluppare la compagnia di bandiera nazionale, e punta solo a ottenere il massimo profitto".

Marcia indietro Un’altra fonte interpellata dall’agenzia ha confermato l’intenzione di fare marcia indietro sull’asta, aggiungendo che per Aeroflot la gara "è una vicenda dove partecipare è più importante di vincere". Aeroflot aveva annunciato in aprile una cordata con la banca italiana Unicredit per aggiudicarsi la privatizzazione delle quote di Alitalia di proprietà dello Stato italiano; accanto all’alleanza italo-russa, si erano presentati il consorzio Tpg- Mediobanca-MattlinPatterson (ritiratosi il 29 maggio) e Air One-Intesa SanPaolo, che oggi ha confermato di restare in lizza.

L'ok di Putin L’operazione della compagnia russa - che ha chiuso anche il 2006 in attivo - aveva ricevuto la benedizione dello stesso presidente Vladimir Putin. Nelle scorse settimane è naufragata l’ipotesi di un terzo membro per la cordata Aerflot-Unicredit, e una settimana fa il direttore generale Valeri Okulov, fresco di riconferma, ha cominciato a sollevare qualche perplessità, pur sottolineando che la compagnia russa aveva già pronto un suo piano di risanamento per l’azienda italiana e aveva trovato le banche disponibili a finanziarlo. A fronte della volontà italiana di ottimizzare il profitto dell’operazione, aveva detto, "Aerflot studierà più attentamente e con maggior cautela i termini della gara". La compagnia russa, che nei mesi scorsi aveva annunciato l’obiettivo di espansione sui mercati europei e il particolare interesse per le rotte meridionali, ha d’altro canto in ballo anche un’altra gara internazionale: quella per il 75% delle azioni della serba Jat.

Forza Italia: siamo alla farsa, governo riferisca «La ventilata rinuncia di Aeroflot alla gara per la privatizzazione della compagnia di bandiera, e le pesanti critiche avanzate dal gruppo russo al governo italiano circa le condizioni dell’offerta e la gestione dell’operazione, non fanno altro che confermare i nostri pronostici allorché prevedemmo che, a causa dell’errata impostazione dell’esecutivo, l’asta sarebbe fallita clamorosamente». Lo afferma Giorgio Jannone (Forza Italia) rilevando che «a questo punto, di fronte al farsesco andamento dell’asta e considerata la gravissima situazione dei conti di alitalia, è assolutamente indispensabile che il governo si presenti in parlamento per relazionare in merito all’accaduto e per assumersi le responsabilità di questa gestione fallimentare».