Alitalia, Angeletti: "Niente tagli prima di vendere"

Il segretario della Uil: &quot;Alitalia ha bisogno di un futuro. Una discussione sugli esuberi ora è inutile se non è inquadrata in un piano strategico&quot;. Bersani assicura che i voli da tagliare non colpiscono il Nord, <strong><a href="/a.pic1?ID=205238">ma i dati lo smentiscono</a></strong>

Milano - "Mi sembra che il piano di sopravvivenza sia l’ultimo dei bisogni di Alitalia che ha invece bisogno di un futuro e non di tirare a campare due mesi in più. Quindi una discussione sugli esuberi ora è inutile se non è inquadrata in un piano strategico", che può essere fatto solo dal nuovo proprietario. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, oggi a Bari per partecipare ad un convegno nella Fiera del Levante. Secondo Angeletti, non è pensabile che coloro che amministrano oggi l’Alitalia "ci dicano che fanno un piano e tra due mesi la vendono; poi che succede, il nuovo proprietario che fa? Ricomincia daccapo?". Quindi, secondo Angeletti, "l’amministratore si cimenti a vendere l’Alitalia a qualcuno che abbia un piano industriale, cioè che metta i soldi, compri nuovi aerei aprendo e non chiudendo nuove rotte, poi si discute di esuberi, di efficienza, di produttività, ma nell’ambito di un piano di rilancio che ovviamente non può che essere fatto dal nuovo proprietario, se ci sarà". "Se - ha concluso - hanno deciso di fare altrimenti, di non vendere più, lo dicano".

L'Ugl: "No all'incontro intersindacale" L’Ugl "non parteciperà alla riunione intersindacale indetta per oggi pomeriggio, in quanto reputa prioritario l’incontro quasi in contemporanea con il management di Alitalia per approfondire le linee-guida del piano industriale della compagnia". Lo afferma Roberto Panella, responsabile nazionale di Ugl Trasporti, in relazione ai due incontri fissati per oggi. "Data la drammatica situazione in cui versa Alitalia - continua Panella - riteniamo sia di fondamentale importanza, per la compagnia e per il Paese, essere presenti al tavolo di confronto con l’azienda".

Bersani: "I voli da cancellare non servono il Nord" Per una società sull’orlo del fallimento "l’imperativo è quello di ridurre i costi" e lo sviluppo di Malpensa non può contare su un’azienda in queste condizioni. È il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, a indicare la terapia da applicare ad Alitalia per scongiurare questa eventualità e a rinviare al mittente le polemiche scatenate dalla decisione dell’aviolinea di ridurre i voli sull’hub lombardo. "Lo sviluppo infrastrutturale di Malpensa - ha ribadito Bersani in un’intervista al Gr1 Rai - non può essere affidato a una società che rischia il fallimento ma a una riorganizzazione del sistema aeroportuale lombardo. Per un’azienda che è sull’orlo del fallimento l’imperativo è ridurre i costi ed evitare il fallimento". E il ministro Bersani dice di "non capire le polemiche soprattutto da parte di chi è stato cinque anni al Governo e non ha fatto nulla" per risolvere il problema. "Io- ricorda riferendosi ai provvedimenti a suo tempo assunti in veste di ministro dei Trasporti - ho favorito il traferimento dei voli a Malpensa e - puntualizza ancora - i voli che Alitalia sta per cancellare a Malpensa servono una clientela non del Nord". Inoltre, sulla possibilità di una mediazione del Governo nel confronto in corso tra azienda e sindacati sul nuovo piano industriale della compagnia, Bersani sottolinea che "l’azionista di Alitalia è il ministero del Tesoro e il Governo parla con una sola voce che è quella del Tesoro".

Rutelli: Alitalia va rifondata per difendere i due hub  "Difendiamo la grande compagnia nazionale che, però, dovrà essere rifondata in profondità e che dovrà essere in grado di far funzionare i due grandi aeroporti italiani". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, che a Milano ha partecipato alla presentazione dell’iniziativa 'Alla ricerca del grande fiume'. "Alle spalle - ha detto Rutelli - c’è una gestione che è stata disastrosa. C’è una politica di Malpensa che certamente è stata indebolita da Linate e una gestione di Fiumicino che è stata sotto ogni standard di decenza internazionale". Secondo Rutelli "se si deve fare una gara purtroppo è una gara tra situazioni negative. Rimbocchiamo quindi le maniche per aiutare il Paese ad avere una compagnia nazionale in grado di non farci diventare tributari dei grandi aeroporti europei quando le nostre imprese, ma anche noi come cittadini, dobbiamo andare in Cina o in India".