Alitalia, archiviato il procedimento contro il Cav

Archiviato il procedimento per agiotaggio e insider trading contro Silvio Berlusconi. Per il gip l'ex premier "non ha diffuso notizie false" ma "esercitato le sue prerogative di parlamentare"

Il procedimento contro Silvio Berlusconi per agiotaggio e insider trading, in relazione ad alcune voci diffuse relativamente a iniziative sulla sorte di Alitalia, è stato archiviato. A deciderlo il gip di Roma, Stefano Meschini, che ha sottolineato come l'ex premier "non diffuse notizie false" e non provocò "l'alterazione del prezzo delle azioni Alitalia". Secondo Meschini il Cav era infatti interessato "a trovare una valida alternativa all'offerta avanzata da Air France", con l'individuazione "di una cordata di imprenditori italiani" che potesse far rimane "in ambito nazionale" proprietà e gestione della compagnia aerea.

L'inchiesta, gestita dal procuratore aggiunto Nello Rossi, era iniziata dopo che il legale leccese Francesco Toto aveva denunciato "un comportamento illecito" da parte di Silvio Berlusconi, che all'epoca sedeva tra i banchi dell'opposizione. Secondo l'avvocato il leader del Pdl avrebbe taciuto la convenienza economica del piano di acquisto che era stato proposto dalla Air France, "interferendo" nella trattativa e sponsorizzando invece la costituzione della cordata italiana. Avrebbe quindi, secondo l'accusa, determinato con la diffusione di notizie non veritiere il recesso dalla trattativa dei francesi e una turbativa del mercato borsistico.

Il gip esclude anche che all'ex premier possa essere contestato il reato di insider trading, visto che "non risulta che sulla vicenda sia venuto in possesso direttamente di informazioni privilegiate" che non siano state rese di pubblico dominio. Secondo il giudice il ruolo di Berlusconi si sarebbe limitato "a manifestare volontà, intendimenti, progetti di carattere politico-economico, riguardanti la sorte di Alitalia in base a dati di pubblico dominio e, per ciò stesso, oggetto di contrastanti valutazioni nel dibattito pubblico relativo al destino della compagnia di bandiera", senza peraltro esprimere dati tecnici o notizie di carattere privilegiato che potessero influire in qualche modo sulla trattativa in atto.

Nella motivazione del provvidimento si legge anche che "Berlusconi non ha diffuso notizie false", più semplicemente, ha esercitato le prerogative che gli competono in quanto "politico e parlamentare".