Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa

Bossi: "O Lufthansa
come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la
Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della
compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti

Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord, anche se gli iscritti fanno a gara per spiegare che il tifo per Lufthansa e la difesa di Malpensa non sono scelte regionali, ma prese di posizione nell’interesse del Paese. Il caso Alitalia sarà di attualità nell’incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani.

Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali milanesi), Giuseppe Bonomi, per valutare il da farsi. La linea arriva con un comunicato: «O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo, compresa la tratta Milano-Roma». Inoltre, la richiesta è di «ammortizzatori sociali» per i lavoratori coinvolti nell’abbandono di Malpensa, pari a quelli concessi ai dipendenti Alitalia.

Il Carroccio e buona parte di Forza Italia stanno con i tedeschi, perché l’offerta è economicamente vantaggiosa e tutela insieme gli interessi di Malpensa e di Fiumicino. Come ricorda l’europarlamentare e coordinatore lombardo di Forza Italia, Guido Podestà, «il presidente del Consiglio si è molto speso nel colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, perché è convinto, come lo siamo tutti, che Lufthansa sia la scelta migliore per il sistema Paese, grazie alla sua strategia multihubbing». La compagnia tedesca, infatti, ha non uno solo, ma vari aeroporti di riferimento e potrebbe così valorizzare sia Malpensa che Fiumicino.

Inevitabile però, anche per i fan di Lufthansa, prepararsi allo scenario di alleanza con Air France, anche perché la compagnia francese ha presentato un rilancio. «La segreteria politica della Lega ha confermato la risoluta volontà di difesa e di sostegno dell’aeroporto di Malpensa quale hub internazionale» recita il comunicato del Carroccio. Ma non si tratta certo di un ultimatum, dal momento che contempla un secondo scenario: «In caso di decisioni industriali diverse da parte di Cai, il governo non potrà che liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l’effettiva concorrenza di tutte le tratte, ivi compresa quella Milano Roma».
L’ipotesi di liberalizzazione totale non può che irritare Cai e Air France, che invece puntano a operare in un regime di semimonopolio simile a quello che aveva Alitalia (un emendamento alla finanziaria che andava in questa direzione è stato addirittura bocciato in Parlamento). Ribadisce il ministro Roberto Calderoli dopo il vertice: «È chiaro che il governo rispetto a Cai può dare un indirizzo e non assumere decisioni. Le offerte sono libere e libere sono le scelte».
Ma il fronte dei cieli aperti anche sulle rotte intercontinentali è sempre più vasto e trasversale: va dal Pd (il segretario Maurizio Martina e il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati) a Forza Italia passando per gli industriali di Assolombarda, che definiscono la scelta di Air France «irrazionale e inaccettabile». Quasi sulle barricate il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: «Difenderemo i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo. Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l’area più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola compagnia».

Letizia Moratti, alla guida del Comune di Milano che è azionista di maggioranza della Sea, ha insistito nel chiedere al governo di spendersi per Lufthansa e ieri è tornata all’attacco con Bossi. I bilanci del Comune sono in seria difficoltà a causa della politica che penalizza Malpensa, ha conseguenze negative anche su Linate e mette in difficoltà i dividendi Sea. Si prevedono ricadute pesanti sull’occupazione (56mila posti in meno nei prossimi anni secondo le ultime stime della Camera di commercio di Monza e Brianza) e domani sindacati e lavoratori Sea in cassa integrazione manifesteranno per protesta. A Malpensa tornano slogan e striscioni. Sembra solo l’inizio.