Alitalia, da Avia e SdL ultime firme sull'intesa Ora il partner straniero

Anche le ultime due organizzazioni sindacali "dissidenti" accettano il piano Fenice: "Ma non c'è niente da festeggiare". Ora Cai dovrà scegliere il partner internazionale. Colaninno: "E' sfida a due tra Air France e British Ariways"

Roma - Il piano Fenice apre le ali. E può decollare. Anche dalle sigle autonome SdL e Avia, che rappresentano la maggioranza degli assistenti di volo, è arrivato il sì all’accordo sul piano di salvataggio per Alitalia nel corso dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi. Lo indicano fonti vicine al dossier. Erano le uniche due firme che mancavano dopo l’adesione delle altre sette sigle sindacali.

Niente feste "Non c’è nessun trionfalismo né soddisfazione per come si è sviluppata e conclusa questa vicenda" sottolinea il coordinatore nazionale dello Sdl, Fabrizio Tomaselli nella conferenza stampa seguita alla firma degli accordi con Cai a palazzo Chigi. Lo stesso atteggiamento da parte del presidente dell’Avia, Antonio Divietri: "Abbiamo firmato - ha detto - ma non c’è nulla da festeggiare. Un collega su tre dovrà andare a casa. C’è gente che perde il posto e che soffre". Quella di oggi "è una firma tecnica da valutare e verificare con i lavoratori e, eventualmente, da confermare" aggiunge Tomaselli. Di Vietri, parlando del futuro contratto dei dipendenti Alitalia, ha sottolineato che "il governo sarà garante terzo della dinamica contrattuale".

Esuberi Alla chiusura dell’accordo con le sigle autonome degli assistenti di volo  per la categoria sono previsti 1.500 esuberi. Lo ha detto il presidente dell’Avia. La categoria, sottolinea Di Vietri, paga "un prezzo altissimo. Tra hostess e steward uno su tre va a casa".

Dopo i referendum Avia e Sdl avevano ricevuto dai loro iscritti un mandato a trattare. "Non ci sono ancora i risultati definitivi della consultazione, ma quella che emerge è un’indicazione ad andare avanti con la trattativa" aveva spiegato un sindacalista. Del resto nelle due organizzazioni che avevano ancora la trattativa aperta si era fatta largo la sensazione che "rimasti soli" gli spazi per contrattare sia fossero assottigliati specie dopo che i piloti avevano trovato l’intesa venerdì notte. Avia e Sdl a Palazzo Chigi nell'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, hanno chiesto qualche concessione, in termini di condizioni di impiego (riposi, orari) e di garanzia per i dipendenti ancora senza futuro: "Vogliamo avere impegni sul destino delle attività e dei lavoratori che andranno in outsourcing".

Il partner straniero Ora si potrà affrontare la questione del partner straniero. Per Sacconi Air France e Lufthansa sarebbero, al momento, in una posizione di parità nella contesa. Il vettore tedesco sembra pronto a scendere in pista. "Il mercato italiano è per noi molto interessante e anche importante. Stiamo continuando a osservare la situazione molto da vicino - ha spiegato la portavoce Claudia Lange -. In ogni momento seguiamo con attenzione gli sviluppi del caso Alitalia e le notizie che provengono dall’Italia. Giorno per giorno e anche ora per ora. Ma al momento non possiamo rilasciare altri commenti sugli attuali sviluppi". Intanto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha messo in chiaro: "La scelta del partner è di mercato, spetta a Cai". 

Colaninno: "Sfida a due" "Ora si stanno battagliando per essere partner di Alitalia". Così il presidente di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, si è riferito all’interesse di Air France-Klm e Lufthansa per la nuova Alitalia. "Come imprenditore - ha detto Colaninno intervenendo a Porta a porta - quando decisi di entrare nella cordata di imprenditori il 18 agosto, pensai che il valore di Alitalia sarebbe aumentato in modo consistente solo se la cordata avesse raggiunto un accordo con tutti i sindacati. Allora avevo cercato contatti con Lufthansa, ma le porte erano completamente chiuse. Ora - ha rilevato - si stanno battagliando per essere partner di Alitalia".