Alitalia "azzera" l'hub di Malpensa Sea: 1,25 miliardi di danni dallo Stato

Il cda ha dato il via libera alla cessione delle bande orarie di decollo e atterraggio che non utilizzerà più. E da aprile i voli dello scalo milanese scenderanno da 360 a 105. Formigoni: pressing per la moratoria. Maroni: tagli, decisione gravissima. <strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank">Commenta </a></strong>sul blog di Alberto Taliani

Roma - Alitalia ha deciso di rilasciare sull'aeroporto di Malpensa gli slot (bande orarie di decollo e atterraggio) che non intende utilizzare nella prossima stagione estiva che avrà inizio il 30 marzo. E il numero dei voli calerà sensibilmente. Da 360 a 105. La decisione era stata già "comunicata ed ampiamente motivata al presidente della Giunta regionale della regione Lombardia, Roberto Formigoni, e al sindaco di Milano, Letizia Moratti, attraverso gli incontri e gli scambi epistolari intercorsi sin dallo scorso mese di settembre, dopo l'approvazione del piano industriale della compagnia". "In effetti - prosegue la nota - in detti incontri e scambi epistolari, Alitalia, a fronte della richiesta di immediato rilascio degli slot da parte delle autorità lombarde, ha manifestato l'opportunità, condivisa da dette Autorità, di mantenerli anche successivamente alla Iata Scheduling Conference di Toronto nel novembre 2007 al fine di garantire la ricerca, anche da parte della Regione Lombardia e del Comune di Milano, delle alternative più idonee. Tutto ciò precisando, tuttavia, che, tenuti presenti gli obblighi normativi in materia, avrebbe comunque rilasciato gli slot che non avesse inteso utilizzare nella prossima stagione estiva, entro il termine legale del 31 gennaio 2008".

La Sea chiedere 1,25 miliardi di danni allo Stato Diventa più aggressiva l'offensiva di Sea e AirOne contro Air France-Klm sulla vendita di Alitalia. E il premier dimissionario Romano Prodi stringe i tempi, tanto che avrebbe sollecitato il numero uno della ex compagnia di bandiera, Maurizio Prato, ad accelerare la trattativa con il colosso franco-olandese per evitare che salti l'operazione. Ma su Alitalia cade una tegola pesante: la Sea (società di gestione degli aeroporti lombardi) ha deciso - come ha confermato il presidente Bonomi - di avviare un'azione legale per chiedere all'Alitalia un risarcimento danni pari a 1,25 miliardi di euro per il taglio dei voli intercontinentali. "Abbiamo deciso di agire legalmente contro Alitalia per ottenere il risarcimento dei danni gravissimi derivanti dal comportamento del vettore". Ha continuato Giuseppe Bonomi, nel corso di un incontro con la stampa. "L’azione legale rappresenta un atto dovuto che rientra nei nostri obblighi di responsabilità verso l’azienda e gli azionisti", specificando che l’azione legale viene fatta sia da parte di Sea che della propria controllata Sea handling. L’azione legale arriva contro alitalia perchè la compagnia «ha rinunciato a malpensa come hub, violando in modo irrevocabile e indubbio l’accordo di partnership e una serie di contratti sottoscritti» sia con Sea che con la sua controllata, ha continuato Bonomi. I presupposti del procedimento civile contro l’ex compagnia di bandiera "si fondono sul fatto che malpensa è stato sviluppato come aeroporto hub con Alitalia come vettore di riferimento e lo scalo, inoltre, è stato sviluppato in costante collaborazione con alitalia" a seguito della volontà della compagnia "di divenirne l’hub carrier". Di conseguenza, ha sottolineato Bonomi, l’aeroporto è stato "progettato e sviluppato in costante contatto con la compagnia aerea al fine di recepire le concrete esigenze del vettore in termini di infrastrutture, impiantistica e organizzazione con ingenti investimenti da parte di Sea". Tra le infrastrutture create ad hoc per alitalia, bonomi ha ricordato "il sistema dhs per lo smistamento dei bagagli in transito, l’hangar manutenzione e alcune modifiche apportate all’organizzazione del lavoro per venire incontro alle esigenze di Alitalia".

Assolombarda: "Stupiti che non si accetti la moratoria" "Siamo veramente stupiti del fatto che non si voglia mettere sul tavolo questa proposta alternativa, che faceva in modo che Malpensa potesse rimanere attiva", ha Diana Bracco, presidente di Assolombarda. "Noi abbiamo chiesto che venisse vista l’offerta Airone-Banca Intesa, e ci siamo uniti alla richiesta forte del governatore e delle istituzioni di lasciare Malpensa cosí com’è per il tempo necessario a sostituire l’uscita di Alitalia" ha continuato: «Questo ha sicuramente un costo, ma io lo considero un investimento. Malpensa non è un problema regionale o di Milano, è un problema del Paese, è la porta dall’estero verso l’Italia, non si può disconoscere che è la Lombardia che produce maggior Pil e che attrae i maggiori investimenti stranieri". Secondo la Bracco si rischia di «isolare la regione che produce maggior Pil, la regione che può trascinare il resto». "Era stato chiesto di aprire il tavolo e lasciarlo aperto fino a trovare una soluzione, quando c’è un’emergenza si fa cosí", ha concluso.

Il governo: la prossima settimana tavolo Malpensa Il Consiglio dei ministri ha discusso stamane della privatizzazione di Alitalia, anche se in modo marginale, e ha deciso di convocare per la prossima settimana il tavolo di Milano per discutere della questione del ridimensionamento dell’aeroporto di Malpensa.

Il ministro Bianchi: "Sugli slot decida Prodi" Sulla decisione di Alitalia di rilasciare parte degli slot all’aeroporto di Malpensa, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, "fa sapere di avere espresso il proprio parere in merito unicamente al presidente del Consiglio, rimettendosi alle sue decisioni". Lo comunica il ministro stesso in una nota.

Formigoni: "L'ipotesi moratoria più che mai in campo" "Malpensa esiste ancora. La nostra strategia va avanti nonostante le mosse ostili di Alitalia. L’ipotesi moratoria è ancora aperta". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al termine di una giornata di incontri con il governo. "Il fatto che il governo abbia confermato la convocazione del tavolo tecnico su Milano per i primi giorni della settimana prossima" significa che l’ipotesi moratoria è ancora aperta, "un’ipotesi che rappresenta la soluzione migliore sia per Malpensa, che continuerebbe a restare un hub, sia per Alitalia che potrebbe essere venduta ad Air France" ha continuato il presidente della Regione. Formigoni ha anche sottolineato il fatto che l’azione legale da 1,25 miliardi della Sea contro Alitalia "decadrebbe nel momento in cui la moratoria fosse accettata". La Regione Lombardia è stata "convocata per martedì prossimo dal Tar del Lazio come parte interessata nella causa intentata da Air One" contro la decisione del governo di escluderla dalle trattative per la privatizzazione di Alitalia. L’assessore ai trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, presente alla conferenza stampa, ha precisato che Assoclearance, l’ente italiano che dovrebbe assegnare gli slot che Alitalia ha appena liberato da Malpensa, non potrà farlo prima di trenta giorni, perché la nuova legge regionale sui trasporti, legge impugnata dal governo davanti alla Corte Costituzionale, prevede un parere obbligatorio e non vincolante della Regione su queste decisioni.

Epifani: "Le soluzioni andavano ponderate meglio" Il taglio degli slot di Alitalia a Malpensa desta "preoccupazione" nel segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. A margine dell’attivo dei quadri della Cgil della provincia di Lucca, infatti, Epifani in risposta alle domande dei giornalisti che sottolineavano le preoccupazioni espresse da molti in questo ambito, si è limitato ad affermare: "È anche la mia preoccupazione, non a caso avevo detto che le soluzioni andavano ponderate meglio".

Maroni: taglio dei voli, desisione gravissima "La decisione di Alitalia di cancellare le rotte da Malpensa, avallata dal governo Prodi, è gravissima. Declassando lo scalo di Malpensa, si crea un danno irreparabile per l’economia del Nord". Lo sottolinea il capogruppo della lega Nord alla Camera, Roberto Maroni, secondo il quale è "necessaria una mobilitazione di tutte le forze politiche e sociali per costringere Alitalia a ripensarci e, soprattutto, è indispensabile andare presto al voto perchè solo un nuovo governo può imporre ad Air France quella moratoria di tre anni - conclude il capogruppo leghista - che il governo Prodi non ha voluto chiedere".

Confartigianato: "Crescente preoccupazione" "Guardiamo con viva e crescente preoccupazione alle notizie che giungono da Roma. La decisione di declassare Malpensa va esattamente nella direzione opposta a quelle che sono le attese del sistema imprenditoriale lombardo e del Nord Italia e provocherebbe gravi ripercussioni di carattere economico-produttivo". Lo afferma Guido Cesati, segretario generale di Apa-Confartigianato Milano, commentando l’evolversi della situazione di Alitalia e quindi di Malpensa. «In Lombardia - ricorda Cesati - operano 260.000 aziende artigiane che da anni puntano su competitività e internazionalizzazione. Penalizzare Malpensa significherebbe danneggiare la loro azione".

AirOne: "Noi vettore di riferimento per Malpensa" Gli slot di Malpensa "non vanno in nessun modo dispersi, nè ceduti senza strategia ai primi vettori interessati che in questo modo cannibalizzerebbero lo scalo, pregiudicandone un futuro da grande hub". Lo afferma un portavoce di Ap Holding aggiungendo che AirOne è pronta "da subito ad essere il vettore di riferimento per Malpensa grazie al piano per Alitalia che prevede non solo il mantenimento, ma anche lo sviluppo delle attività intercontinentali". "Siamo sempre stati interessati allo scalo milanese - aggiunge il portavoce di Ap Holding - perchè riteniamo che il Paese non possa fare a meno di una struttura strategica come Malpensa: nel Nord c’è mercato, c’è la più ricca domanda business intercontinentale del Paese e c’è un grande potenziale di sviluppo". "Soltanto ieri mattina - prosegue la nota - è stato deliberato il finanziamento di 500 milioni d per lo sviluppo di ulteriori opere infrastrutturali che miglioreranno il sistema di collegamento con lo scalo. La decisione di ieri notte di rilascio degli slot" da parte di Alitalia è "non solo in piena contraddizione con questa politica di sviluppo del sistema infrastrutturale del Nord, ma è un’azione di grave depauperamento della compagnia, atto che lede gli interessi dell’azienda, dei suoi azionisti e del Paese intero. Se per un qualunque motivo il futuro partner di Alitalia non adottasse il piano Prato, si troverebbe con una compagnia fortemente impoverita della maggioranza degli slot di Malpensa". "Non crediamo che la vicenda possa concludersi con questa scelta profondamente sbagliata".

"Ventimila imprese in meno" "La drastica riduzione dei voli per Malpensa, in base ai trend di crescita previsti, significa la mancata crescita di imprese pari ad oltre 20mila aziende. Un giro d’affari quindi di 3 miliardi di euro in meno nei prossimi 8 anni. In particolare, i settori più colpiti saranno i servizi alle imprese con il 31%, il commercio, compreso di alberghi e ristoranti, per il 29% e l’industria insieme alle costruzioni con circa il 28%". È quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza-Brianza su dati Registro delle imprese, Deposito bilanci e Comitato Malpensa."A fronte di un incremento medio, con Malpensa-hub, di imprese stimato all’1,5% (dato questo parametrato alla crescita media del pil registrata negli ultimi anni), il ridimensionamento dell’aeroporto porterebbe ad una contrazione del pil tale da prevedere una crescita delle imprese della Lombardia pari solo allo 0,5% annuo. Questo significa quindi oltre 20 mila imprese in meno nei prossimi otto anni". "Siamo molto preoccupati, per le imprese e per i cittadini" ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza. "Le infrastrutture sono una condizione indispensabile per lo sviluppo del sistema economico: il ridimensionamento di Malpensa è quindi un costo netto per le nostre imprese, una scelta che diminuisce fortemente la competitività della Lombardia e di tutto il nostro Paese".

I piloti: no agli esuberi del piano Air France L’azionista di maggioranza Governo non stia alla finestra, non svenda Alitalia e non faccia passare gli esuberi e le dismissioni di aeromobili previste nel piano Air France-KLM. A chiederlo è l’Unione Piloti. Se corrispondesse al vero "il numero degli aeroplani dismessi nel piano Air France-KLM per Alitalia, bisognerebbe rapidamente intervenire per individuare modalità per impiegare in modo diverso le eventuali macchine in esubero - prosegue Unione piloti - Se corrispondesse al vero il numero degli esuberi previsti tra i piloti, questi per noi sarebbero inaccettabili. Se corrispondesse al vero la tempistica degli investimenti prevista per Alitalia, questa dovrebbe essere ripensata in modo da garantire l’immediato rilancio dell’azienda". Nel comunicato emesso dall’ultimo CdA Alitalia, ricordano ancora i piloti, "emergono elementi di fortissima preoccupazione: le perdite sono superiori al previsto; la liquidità è inferiore al previsto; il piano di sopravvivenza del presidente Prato dovrà essere pesantemente e negativamente integrato".