Alitalia, Berlusconi: in futuro tagli dolorosi

Il Cavaliere: &quot;AirFrance si è ritirata per colpa dei sindacati. In un mese ci sarà una proposta impegnativa&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=256905">Spunta la cordata italiana</a></strong>. Ligresti: &quot;Sono pronto, ma le cose si fanno in silenzio&quot;

Roma - Dall’Alitalia a Ronaldinho, passando per Rutelli «voltagabbana». Silvio Berlusconi a tutto campo sulle radio e le tv private romane. A conferma di come il presidente del Consiglio in pectore si stia impegnando nella campagna elettorale a favore di Gianni Alemanno. E a Palazzo Grazioli riceve il numero uno mondiale della Microsoft, Steve Ballmer. «Gli abbiamo chiesto - spiega l’ex ministro Lucio Stanca - di investire in Italia».

Alitalia Il Cavaliere ha contatti quotidiani con Bruno Ermolli, il super consulente chiamato a mettere in piedi una cordata tricolore per la compagnia aerea. Per queste ragioni conferma che, dopo il ritiro di Air France, «ora esistono le condizioni per cui la compagine di imprenditori italiani interessati ad Alitalia si faccia avanti, chieda di verificare i conti e presenti una proposta. Il tutto - prosegue Berlusconi - assistito da banche italiane, da società importanti, da compagnie aeree italiane e straniere che non pretendono di farla da padrona» in Italia. Per il Cavaliere, l’errore commesso nella trattativa con Air France è stato proprio questo: «non si doveva partire dall’asservimento» con i francesi. E a proposito della cordata italiana ripete che la nuova fase della crisi Alitalia (dopo l’erogazione del prestito ponte da 300 milioni) prevede una «due diligence (una verifica dei conti, ndr) che durerà 4-5 settimane, al termine della quale la compagine che si metterà insieme farà un’offerta impegnativa». Il salvataggio della compagnia aerea «passerà - ricorda il prossimo presidente del Consiglio - attraverso dolorose riduzioni di personale». Il cui impatto sarà attenuato «attraverso i mezzi che lo Stato ha per chi perde il lavoro». E ribadisce che l’Air France ha abbandonato la trattativa «per il fermo no dei sindacati, che hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France erano impossibili da accogliere». Con i sindacati, però, Berlusconi si augura di avere «rapporti concreti e realistici. Soprattutto con Cisl e Uil».
E a proposito della circostanza che sarà un commissario europeo italiano a seguire l’affaire Alitalia a Bruxelles, il prossimo premier osserva che «è meglio occuparsi di trasporti che di temi come l’omosessualità». Il presidente della Commissione Ue, Barroso, infatti, ha annunciato che al commissario italiano che sostituirà Frattini andranno i Trasporti invece che la Giustizia.

Campidoglio «Garantisco l’attenzione che Roma merita come città delle città. Come Caput mundi». Berlusconi scende in campo a favore di Alemanno e lo fa da prossimo presidente del Consiglio. «Bisogna cambiare pagina: scopa nuova scopa bene. Con Rutelli non ci sarebbe nessun cambio, ma le solite amicizie con gli amici degli amici». Per questo, dice, preferirei «collaborare da presidente del Consiglio con un sindaco di Roma che condivide le mie idee. Alemanno lo conosco bene: ho lavorato con lui per cinque anni». Al contrario, Rutelli «è un voltagabbana. Se sarà eletto sarà difficile collaborare con lui. Cambia tutte le volte a seconda degli interlocutori». E aggiunge: «Lui era amico di Craxi e poi lo voleva vedere mangiare il rancio (in galera). È uno che non era cattolico, un mangiapreti, e non andava in Chiesa. Oggi va a Messa anche due volte la domenica per farsi vedere. Ha fatto la politica delle notti bianche, ma i romani hanno bisogno di un sindaco che si occupi dei romani». E rispondendo per quale motivo un romano dovrebbe votare Alemanno e Antoniozzi, il Cavaliere risponde: «per voltare pagina e per avere una città più ordinata, pulita e sicura». La proposta di Rutelli di un braccialetto anti-stupri, Berlusconi la definisce «una boutade. La vera soluzione al bisogno di sicurezza è mettere poliziotti e carabinieri di quartiere: un esercito del bene che si frapponga tra i cittadini e l’esercito del male». E in qualsiasi caso, secondo il Cavaliere, servono anche altre cose come «applicare la Bossi-Fini, espellere gli stranieri che sbagliano, meno lassismo della magistratura che libera i criminali dopo una settimana dalla cattura. E pene più severe per i criminali, non importa se italiani o stranieri». Infine, «il modello propagandato da Veltroni di Roma è un disastro». Ed un apprezzamento alla «correttezza» di Storace che ha scelto di votare Alemanno.

Calcio e Milan Nella maratona di Berlusconi con le emittenti private romane, non poteva mancare un capitolo sportivo. Nel nuovo governo - annuncia - «non ci sarà un ministro per lo Sport. La politica deve stare lontana dallo sport». Il Cavaliere poi annuncia che «purtroppo dovrò rinunciare alla presidenza del Milan, credo sia incompatibile. Ma non ci sarà un altro presidente del Milan dopo di me». Per restare in argomento, Berlusconi osserva che «noi vorremmo avere Ronaldinho e lui vorrebbe venire da noi. Il Barcellona, però, ha presentato una richiesta ritenuta davvero eccessiva». E sull’ingresso di capitali stranieri (Soros) nella Roma calcio, spiega che non avrebbe nulla in contrario. Infine, una confessione sugli stadi: «Sono innamorato di San Siro, dove lo spettatore è in campo».