Per Alitalia Bianchi rilancia Air France

Sui vertici decisioni rapide «ma non a giorni». Ancora aperte tutte le possibilità

Paolo Stefanato

da Milano

I sindacati lo hanno confermato ieri sera: non ci saranno all’incontro di oggi sulla crisi del trasporto aereo convocata al ministero dei Trasporti. Vogliono che la sede sia Palazzo Chigi e che la rappresentanza a tappeto delle sigle ammessa al tavolo possa complicare, piuttosto che semplificare, la disamina dei malanni di Alitalia. Il confronto non parte bene. Il segretario generale della Fit Cisl ha usato una frase che merita di essere riferita: «Seguire le evoluzioni acrobatiche del ministro Bianchi è molto difficile».
In effetti, complice la sede del salone aeronautico di Farnborough, il ministro dei Trasporti ha «esternato» anche ieri; la sua loquacità stride con il muto rigore del ministro dell’Economia che, in quanto titolare del Tesoro dello Stato, è il «vero» azionista di maggioranza (49,9%) dell’Alitalia. Bianchi ieri ha parlato di cessione di quote e di alleanze. Se si deciderà di vendere la quota pubblica, essa dovrà andare «a un partner forte» e il ministro ha «escluso spezzatini»; i disegni del governo su Alitalia si sapranno in breve, ma «non a giorni». E ha ripreso il tema dell’alleanza con Air France-Klm, il gruppo d’Oltralpe che già da anni è in predicato di assorbire l’Alitalia («alla fine di un percorso» come diceva l’allora ad Francesco Mengozzi, che quei patti aveva negoziato nel 2002). Bianchi, confermando cose risapute, ha detto: «È l’ipotesi più concreta che c’è, già costruita e strutturata. Bisogna lavorarci nei prossimi mesi». Ci sono altri progetti alternativi? gli è stato chiesto. «Che io sappia no. È l’unico progetto vero su cui discutere». «Eviterei in assoluto di dismettere pezzettini di quote - ha sottolineato -. Mi sembrerebbe una scelta perversa». Al contrario, «se ci dovesse essere una cessione, parlerei - ha detto - di quote consistenti, ma soprattutto parlerei di un acquirente serio, con le spalle molto larghe», e che sia in sintonia con «le strategie che il governo deve fissare».
Ancora nulla di chiaro su un eventuale ricambio ai vertici. Tra le ipotesi ha confermato, indirettamente, che potrebbero restare alla guida «le stesse persone». Dall’istruttoria tecnica, Bianchi si aspetta «di trovare qualche indicazione di percorso». Il tam tam dei nomi, soprattutto negli ambienti romani, continua con la sua gara di personalismi. Agli osservatori più critici, tuttavia, almeno tre sembrano improbabili: un ritorno di Francesco Mengozzi, che ha gestito un pesante ridimensionamento della compagnia dopo l’11 settembre; Augusto Angioletti, ex sindacalista diventato ad di Eurofly, che non sarebbe gradito proprio ai piloti, i suoi ex colleghi; e il pur molto stimato Maurizio Basile, da poco ad di Aeroporti di Roma, a meno che la sua nomina non significhi riconcentrare a favore di Fiumicino l’attività della compagnia, che in questi anni ha molto investito su Malpensa.
Ieri in Borsa il titolo Alitalia ha chiuso a 0,86 euro: meno 2,68% secondo il sito della Borsa italiana, più 0,94% (curiosamente) secondo il sito online della compagnia.