Alitalia, blocchi selvaggi: "Responsabili risarciscano i danni ai viaggiatori"

Il sottosegretario all’Interno Mantovano: "La magistratura intervenga contro le
violazioni". E sulla riforma del diritto allo sciopero: "Servono regole
chiare anti sabotaggio"

Roma - Sottosegretario Alfredo Mantovano, più di 300 piloti Alitalia sono stati segnalati all’autorità giudiziaria perché hanno scioperato a sorpresa.

Sono tutti indagati per interruzione di pubblico servizio?
«C’è questa ipotesi di reato per tutti e potrebbe ipotizzarsi anche la violenza privata. Confidiamo nell’opera dell’autorità giudiziaria alla luce delle gravi violazioni che sono avvenute negli aeroporti. Sappiamo che esistono due fascicoli aperti alla Procura di Civitavecchia e di Roma. Attendiamo gli esiti di questi procedimenti penali che mi auguro facciano completa chiarezza sulle responsabilità e che tengano anche conto degli esposti dei viaggiatori».

Avete notizia di denunce in procura di cittadini contro i piloti dell’Alitalia?
«Ci sono molti esposti. I responsabili di quanto è avvenuto nel trasporto aereo spero si rendano conto delle regole che hanno violato e mi auguro che per loro non ci siano solo responsabilità penali ma anche conseguenze civili in termini di danno che hanno provocato. Sarebbe una svolta: confidiamo nell’autorità giudiziaria perché chi ha violato le regole paghi mettendo mano al portafoglio. Tutto il sistema ha subito danni gravissimi».

E chi l’ha determinato deve pagare salato. Ma il reato d’interruzione di pubblico servizio in Italia non è mai stato punito con severità.
«Non vogliamo sostituirci all’autorità giudiziaria, ma mi auguro che di fronte alla gravità di quanto successo e agli elementi che stanno fornendo le forze di polizia e i singoli viaggiatori, avvenga una svolta giuridica ma anche culturale in questa occasione, con una risposta celere proporzionata alla gravità dei disagi creati».

Quale può essere il ruolo del Viminale nella gestione di scioperi selvaggi?
«Quando la polizia ha avuto chiaro il quadro della situazione è intervenuta. Ma non è solo un problema di picchetti. Tra le cause dei disservizi c’è lo sciopero bianco, il rispetto pedissequo e lento delle procedure che ha determinato il collasso del sistema».

La riforma del diritto di sciopero è in corso, ma cosa si può fare per evitare lo sciopero bianco nei trasporti?
«In un sistema in cui le regole fondamentali vengono applicate, diventa meno complicato esigere lealtà, e quindi si potrebbe prevedere più chiarezza per evitare il sabotaggio: se vuoi scioperare fallo in modo chiaro, se non lo vuoi fare non bloccare il trasporto».

Perché secondo lei in Alitalia succede che addirittura le sigle autonome siano scavalcate nella protesta da un comitato di lotta?
«Vedo un legame oggettivo tra questa situazione, l’annuncio di uno sciopero generale della Cgil sulla crisi dei mutui in un momento che esigerebbe responsabilità da parte di tutti e la protesta degli studenti universitari contro la riforma della scuola elementare. C’è un filo comune di opposizione dura a prescindere, che ha come obiettivo quello di mettere in difficoltà il governo. C’è un legame oggettivo che spiega l’irrazionalità, la mancanza di logica, di queste proteste».

Domani arriveranno a Roma universitari da tutta Italia per sfilare contro il ministro Gelmini.
«Ferma restando la libertà al dissenso, chi sta organizzando una protesta al giorno sappia che quel giorno toglie un numero consistente di forze di polizia da compiti forse più propri come la prevenzione del crimine: quel giorno crea le condizioni perché in Italia si commettano più reati. La presenza della polizia ai cortei è necessaria per tutelare i manifestanti stessi e i cittadini. Non dico ai manifestanti non manifestate, ma passatevi una mano sulla coscienza».

Quante manifestazioni avete contato?
«L’avvio non confortante mi fa pensare che alla scadenza dei cinque anni supereremo il record delle 7mila manifestazioni del precedente governo Berlusconi».

C’è il timore che gruppi estremisti, che non hanno più rappresentanza istituzionale, cerchino ancora visibilità?
«Sicuramente c’è un gioco allo sfascio da parte di frange estremiste per trovare visibilità. Sarebbe opportuno che il sindacato autonomo tradizionale prendesse le distanze in modo serio, invece vedo che c’è il timore di essere scavalcati da chi alza più la voce e trova più consensi, e la presa di distanza non è così netta».

A piazza Navona la polizia è stata criticata per la gestione troppo blanda degli scontri. Come sarà condotta la piazza domani?
«La gestione dell’ordine pubblico è per forza elastica. Possono essere necessari margini di tolleranza che forse in certi casi sono giudicati eccessivi, ma un conto è la valutazione a posteriori un conto decidere sul momento. L’ordine pubblico è come la formazione della Nazionale: è facile dire gioca Del Piero o Totti, poi ci vuole qualcuno che gestisca la partita».