Alitalia in Borsa rivede il segno «più» Scambi alle stelle

Speculazione scatenata sul titolo (+0,54%): scambiato il 55% del capitale. Progresso del 60% per i diritti (oggi all’ultimo giorno), che si allineano al valore delle azioni

da Milano

Confermando la forte attenzione del mercato che si è manifestata nei giorni scorsi, ieri, alla vigilia della chiusura della trattazione dei diritti, il titolo Alitalia ha chiuso la seduta con scambi sorprendentemente elevati. Sono passati di mano circa 71,4 milioni di azioni, pari al 55,3% del capitale pre-aumento, contro una media giornaliera di 4,3 milioni nell'ultimo mese. L’azione ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,54%, a 0,98 euro, dopo aver toccato un massimo a 1,028 euro. I diritti sull'aumento di capitale legati alle azioni hanno chiuso con un progresso del 60,25%, a 1,032 euro, mentre i diritti legati alle obbligazioni hanno messo a segno un incremento del 45,53%, a 0,0342 euro. Il ritorno della domanda sul titolo è da mettere in relazione con la fine della convenienza a compiere arbitraggi. Ieri il prezzo teorico dell’azione, che si ottiene calcolando il valore del diritto e l’acquisto delle nuove azioni emesse a 0,8 euro, si è portato a 0,96 euro: proprio a ridosso del prezzo di 0,98 espresso dall’azione quotata. Oggi, nell’ultima giornata dei diritti, è da ritenere che questi seguiranno, in parallelo e senza grossi scostamenti, l’andamento dell’azione.
Il prezzo rettificato del titolo nel giorno dell'avvio dell'aumento di capitale (il 14 novembre) era pari a 1,42 euro. Rispetto alla chiusura di ieri è stato bruciato circa il 30% del valore di Borsa. Lo stesso Giancarlo Cimoli ha ammesso che il titolo Alitalia era sopravvalutato rispetto ai risultati. Aggiungendo il miliardo di euro derivante dall’aumento ai 300 milioni di capitale netto precedenti, si ottiene un valore che, diviso per il numero delle nuove azioni, dà poco meno di un euro ciascuna. Significa - concordano numerosi analisti - che l’attuale prezzo dell’azione è da considerare congruo; ma significa anche che non incorpora le aspettative di miglioramento dei conti della compagnia contenuti nel piano industriale.
Da lunedì fino a venerdì prossimo, 2 dicembre, è in calendario la seconda fase dell’offerta pubblica, con l’esercizio delle opzioni e il pagamento delle azioni. Sarà alla fine di questa fase che si capirà quanta parte dell’aumento di capitale sarà rimasta inoptata e, di conseguenza, quale dovrà essere l’impegno finanziario delle banche che garantiscono l’operazione.