Alitalia, la Borsa scappa

Ieri è passato di mano un altro 8,8% del capitale dopo il 27,5% di mercoledì. Azioni in ribasso del 3,4%

da Milano

«Meglio che l’Alitalia sia gestita dai privati - dice il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa -. Il governo metterà tutte le condizioni per attirare imprenditori seri, interessati all’acquisto della società, che abbiano un piano industriale adeguato». Ma gli imprenditori, o meglio, gli investitori, scappano: ieri il titolo ha perso il 3,4%, scendendo sotto la soglia di un euro, a 0,994. E c’è un altro dato, forse più interessante: i volumi scambiati. Nella seduta è passato di mano un altro 8,8% del capitale, che sommato al 27,5% di mercoledì vuol dire oltre il 36 per cento. È probabile che parte del capitale abbia subìto più passaggi, ma considerando che il Tesoro ha il 49,9% della compagnia, la quantità di azioni che ha cambiato padrone è ancora più «sensibile». E ieri il sito Consob riportava che il 29 novembre il fondo Walter Capital ha ridotto la sua quota in Alitalia sotto la soglia rilevante del 2%, contro il 7,27% detenuto precedentemente.
A quanto sembra, i potenziali acquirenti sarebbero preoccupati dal prezzo e dalle condizioni che il governo starebbe studiando. In particolare sembra siano temuti gli eventuali impedimenti a interventi sul costo del personale. E il calo in Borsa di ieri è un segnale al governo per chiedere condizioni favorevoli. D’altro canto, è dal 2002 che Alitalia non chiude un bilancio in utile.
Ma mentre Padoa-Schioppa lancia messaggi positivi, il suo collega dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, continua a mostrarsi preoccupato sul «chi» e sul «perché» potrebbe farsi avanti: «Posso immaginare che attualmente ci sia anche chi ha interesse a togliersi un concorrente di torno, mi pare abbastanza evidente - ha detto - ho qualche esperienza di questo mondo, da quando facemmo l’operazione Malpensa e il trasferimento dei voli. Ricordo molto bene come si muovono queste dinamiche su scala europea».
Infine un piccolo giallo. Nel primo pomeriggio l’agenzia Radiocor riportava da Torino una frase di Corrado Passera, ad di Banca Intesa, che affermava: «Non c'è ancora un progetto definitivo, né è stato scelto un advisor, quindi la nostra banca, come le altre, aspetta di capire quale sarà la proposta di gara per gli eventuali acquirenti», associando questa dichiarazione (in fondo anodina) alle indiscrezioni sull’interesse della banca a intervenire nella vicenda. Un portavoce di Banca Intesa ha però smentito che Passera abbia mai detto la frase: le dichiarazioni «non sono mai state rese», ha affermato.