Alitalia, per Cai i tempi slittano Offerta a fine mese

da Milano

Non è indolore nemmeno l’ultima fase di passaggio dalla vecchia alla nuova Alitalia. Ieri, durante un incontro con le nove sigle sindacali, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha annunciato l’intenzione di chiedere il ricorso alla cassa integrazione per tutti i 18.500 dipendenti del gruppo, a rotazione, per un minimo di tre e un massimo di cinque giorni ciascuno. Una misura «di accompagno», che testimonia la volontà di Fantozzi di contenere i costi, sfruttando al massimo l’esigua liquidità, per evitare di dover ricorrere a prestiti bancari. In cassa, sempre a rotazione, per ora ci sono circa 4mila dipendenti; a prato sono stati lasciati 34 aerei. Fantozzi, per gli stessi motivi, spinge perché il trasferimento delle attività a Cai avvenga al più presto.
Su questo fronte, tuttavia, i tempi sembrano, piuttosto, allungarsi. È slittata l’assemblea che avrebbe dovuto tenersi martedì prossimo, il 14 ottobre, alla vigilia della presentazione al commissario dell’offerta definitiva, prevista per il 15. Invece l’approfondimento della due diligence mostra di richiedere più tempo, e sia l’assemblea che l’offerta vincolante sono rinviate a non prima di fine mese. Sulla congruità della proposta dovranno pronunciarsi gli advisor Rothschild e Leonardo, e oggi è difficile dire se quell’ordine di grandezza di 400 milioni tante volte indicato ufficiosamente sia ancora valido, alla luce dell’erosione di cassa e di immagine della compagnia, del contesto recessivo, e del calo del prezzo del carburante. Solo dopo la presentazione della proposta per Alitalia sarà data una stretta alla trattativa per l’acquisto di Air One, operazione che da quella è condizionata.
Ieri Rocco Sabelli, amministratore delegato di Cai, ha avuto incontri ai massimi livelli con Air France, a Parigi, e con Lufthansa, a Francoforte; lo scopo era quello di assumere ogni informazione necessaria all’attività istruttoria preliminare alla scelta del partner. Questa, è confermato, avverrà in assemblea, e cioè con il voto plenario dei soci; ma non nella prima assise in calendario (che trasformerà la società in spa, provvederà alla nomina del cda e alla capitalizzazione, e accoglierà nuovi azionisti tra i candidati che hanno bussato alla porta), ma ancora più in là. Sulla scelta dell’alleato ci sono, allo stato, simpatie diverse che dividono i soci; ma la decisione avverrà soprattutto sulla base delle sinergie industriali che saranno individuate e sul posizionamento strategico della Nuova Alitalia; decisione che sarà presa, sì, dall’assemblea, ma sulla proposta elaborata da Roberto Colaninno e Intesa Sanpaolo.
Durante l’incontro di ieri i sindacati hanno chiesto conto a Fantozzi di imprevisti prelievi dalle buste paga, disposti dal giudice, e riguardanti tutte le trattenute a favore di terzi (quinto dello stipendio, alimenti coniugali). L’anomalia è stata subito sanata.