Alitalia, Cai lascia il tavolo delle trattative con i sindacati

Cai e sindacati di nuovo ai ferri corti. La società che ha deciso di rilevare Alitalia ha interrotto nella notte la trattativa con le nove sigle sindacali che rappresentano piloti, assistenti di volo, impiegati e operai. Il nodo del contendere, secondo le prime indiscrezioni trapelate dopo la rottura, sarebbero le giornate di permesso sindacale. Le nove sigle ne chiedono 45mila, la Cai ne concederebbe appena 3.500. Poco dopo la mezzanotte l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, ha lasciato il tavolo con i sindacati: «Non ci sono le condizioni per proseguire il confronto», avrebbe detto il manager.
L’incontro fiume tra la cordata, capeggiata dal numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, e i rappresentanti dei lavoratori, era iniziato ieri pomeriggio alle 14,30 nella sede romana della società Immsi, che fa parte della galassia Colaninno. Sul tavolo la definizione del nuovo contratto di lavoro Alitalia. Al momento della rottura, la riunione tra azienda e sindacati era appena ripresa dopo una pausa di due ore, chiesta dalle due parti per risolvere alcuni nodi irrisolti. Il più importante era quello legato agli ammortizzatori sociali in vista della pensione: «Rimane appeso - aveva sottolineato il presidente dell’Anpav, Massimo Muccioli, - il grosso scoglio della non chiarezza sui requisiti degli ammortizzatori sociali».
Dopo la pausa serale per rivedere e riscrivere la parte sui criteri di assunzione del personale della nuova compagnia, il confronto si era spostato sui due contratti (quello da dirigenti per i comandanti e quello collettivo di lavoro) consegnati lunedì scorso e oggetto, nei giorni scorsi, di alcuni incontri informali. Poi, improvvisamente, la rottura di Sabelli, seguita da un commento di Cai: «Di fronte ai continui atteggiamenti dilatori e alla indisponibilità a firmare, abbiamo chiuso il confronto». Secondo la società, infatti, «tutti i documenti proposti rispettano gli accordi di Palazzo Chigi e sono stati oggetti di lunghe e approfondite discussioni per tutto il mese di ottobre». Parole che i sindacati non hanno digerito. Qualche minuto dopo l’addio di Cai, anche le nove sigle hanno diffuso un comunicato durissimo contro la cordata italiana. Secondo i rappresentanti dei lavoratori «quei documenti contrattuali relativi al personale di volo e di terra consegnati nei giorni scorsi erano una sorta di ultimatum e non erano coerenti con gli impegni assunti con il governo». E da parte di Cai «non c’era alcuna disponibilità a una rilettura». Secondo i sindacati il cambio di atteggiamento della società è «incomprensibile», anche «rispetto al positivo e costruttivo andamento della prima parte della riunione».
Solo oggi si capirà quando sarà possibile riprendere la trattative. Ma il tempo stringe, vista la scadenza di venerdì 31 ottobre, quando si riunirà il consiglio di amministrazione della Cai per discutere dell’offerta per l’acquisizione degli asset Alitalia. È probabile che in mattinata il ministero del Lavoro intervenga per chiedere il rispetto degli impegni sottoscritti da Cai e sindacati a palazzo Chigi.