Alitalia, caos al decollo. Formigoni critica Cai

E' partita l'avventura di Cai alle 6,10 dall'aeroporto di Malpensa. Voli regolari, ma semivuoti per il debutto. Caos negli scali milanesi per le proteste dei sindacati, Colaninno: "Saranno le ultime". Bossi ottimista sugli scali milanesi. Berlusconi: "Nessuno scontro con la Moratti". Lufthansa punta agli slot

Milano - Era decollata bene. In anticipo, dicono. Ma è durata poco. Poco prima delle 9 i lavoratori di Malpensa e Linate hanno bloccato tutti i voli della nuova Alitalia. Proteste e manifestazioni che hanno paralizzato l'operatività dei due scali del Nord: quelli più pesantemente "toccati" dalla nuova compagnia. Le ragioni? La protesta delle gente contro l'accordo siglato con Air France.

Il via alle rotte È decollata, come da programma, questa mattina l’avventura della Cai. Alle 6.10 è partito da Malpensa il volo AZ676 diretto a San Paolo del Brasile. Il decollo è avvenuto, riferiscono fonti dello scalo varesino, con regolarità. Il primo volo in arrivo in Italia sarà quello in partenza alle 6 (7 ora italiana) da Londra Heathrow che atterrerà a Fiumicino alle 9.30. Tutti i voli stanno viaggiando in modo regolare, ma con un'occupazione dei posti ben al di sotto della capienza dei velivoli. L’operativo della nuova compagnia è ripreso alle 6 dopo uno stop di sette ore dovuto alla necessità di consentire agli ispettori e ingegneri dell’Enac di compiere gli accertamenti e le verifiche relative agli aspetti documentali, organizzativi e procedurali. Un team di circa 50 ispettori dell’Enac ha lavorato per rilasciare i 78 certificati necessari per le abilitazioni al volo di altrettanti velivoli già presenti nella flotta della vecchia Alitalia. E oggi, sempre dopo le necessarie verifiche, verranno rilasciati anche i certificati per le attività di handling, manutenzione e addestramento.

Sindacati agitati Undici voli cancellati a Linate e una quindicina di voli in ritardo a Malpensa (con una sola partenza cancellata per motivi tecnici) per assemblee dei dipendenti della Sea che si sono tenute questa mattina tra le sette e le dieci negli aeroporti lombardi. La situazione sta ora tornando regolare. I lavoratori protestano contro la scelta di Air France-Klm (ai danni di Lufthansa) come partner della nuova compagnia: una scelta che, secondo i lavoratori, penalizzerebbe i due scali lombardi mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro. Mentre a Fiumicino si assite a un corteo del sindacato di base SdL e alle proteste degli autisti di una cooperativa che fino a ieri ha gestito il trasferimento di piloti e assistenti di volo da casa al posto di lavoro. Mentre cassintegrati e precari, come già ieri, hanno inscenato il "funerale" della compagnia, con bara e lumini.

Lufthansa conferma le nuove rotte La Lufthansa ha confermato le previste nuove rotte della compagnia italiana Lufthansa Italia, sottolineando che, "per il momento", non è prevista un’ulteriore espansione delle attività dall’aeroporto di Malpensa. Ma per Lufthansa la partita su Alitalia non è finita con l’ingresso di Air France con una quota del 25 per cento del capitale. La compagnia tedesca non si dà per vinta e già promette altri round, in particolare per quanto riguarda la concessione degli slot per il traffico aereo interno, come ha dichiarato la portavoce Claudia Lange. "Chiederemo un chiarimento degli effetti derivanti dalla decisione (di far entrare Air France nel capitale della nuova Alitalia, ndr) per quanto riguarda il traffico aereo in Italia". Quando le è stato chiesto se ciò debba essere interpretato come una richiesta di concessione di slot sulla tratta particolarmente lucrativa tra Roma e Milano, la portavoce ha così risposto: "Potete interpretarla in questo modo".

Berlusconi: "Lufthansa voleva la maggioranza" "Lufthansa non ha mai fatto passare sotto silenzio il fatto che volevano avere loro la maggioranza". Così il premier Silvio Berlusconi a proposito del mancato accordo fra Lufthansa e Alitalia facendo sapere che domani incontrerà il sindaco di Milano Letizia Moratti per "mettere sul tavolo tutti i problemi". "Ho visto qualche giornale che parlava di scontro - ha spiegato il Cavaliere - ma quale scontro? Io non ho scontri con nessuno". "Il dossier di Alitalia è assolutamente chiuso ed è chiuso assolutamente positivamente con l’accordo con Air France", ha chiarito il presidente del Consiglio spiegando che "con Air France Alitalia diventa la compagnia più importante d’Europa".

Colannino: "Ultime proteste" Le proteste che accompagnano il debutto della nuova Alitalia saranno, probabilmente, "le ultime manifestazioni, che riguardano una minima parte ancora dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale". Il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, lo ha detto - intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno su Canale 5 - sottolineando che il debutto di oggi segna il successo di una "operazione complicata, difficile, realizzata in tempi record" dopo aver chiuso "un importante accordo internazionale e senza aver interrotto il servizio". "Non è stata una svendita" della vecchia Alitalia a favore della cordata di imprenditori italiani che ha creato la nuova compagnia, sottolinea Colaninno: "Non so come si possa parlare di svendita: siamo entrati un una compagnia fallita, si tratta della vendita di beni di una compagnia fallita" ceduti alla nuova Alitalia "a valore di mercato, non in svendita".

Spinetta: "Malpensa deve fare profitti" Alitalia è ora una "compagnia privata al 100%" le cui decisioni saranno prese dal cda sulla base dei soli "criteri di efficacia economica". Lo ha detto il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, rispondendo a una domanda sul’organizzazione degli aeroporti in Lombardia. "Tutti sanno che i problemi sono legati all’esistenza di Linate. Spetta agli investitori italiani decidere nei prossimi mesi come riorganizzare gli aeroporti della zona" ha aggiunto, sottolineando che "bisogna uscire rapidamente dal dibattito nord-sud" perché il principale obiettivo è di fare di Alitalia una compagnia profittevole, "come può diventarlo. I criteri di rendimento saranno gli unici criteri per il cda" ha insistito il presidente esecutivo del gruppo franco-olandese.

Bossi ottimista "Ieri è andata bene. Ce la caveremo, Malpensa se la caverà" ha detto il ministro delle Riforme, Umberto Bossi dopo la cena di ieri sera ad Arcore. Bossi ha osservato tra l’altro che a Milano "adesso arriva l’Expo e dovrebbe arrivare tanta gente, quindi gli aeroporti diventano strategici". Il Senatur si è detto certo che anche per Linate le cose non andranno male: "Gli aeroporti - ha sottolineato - cresceranno comunque perché la gente passerà dai treni all’aereo, come dimostra quanto sta accadendo negli Stati Uniti. La gente - ha concluso - oggi va in aereo come una volta andava in treno. Gli aerei aumenteranno". Poi Bossi difende il sindaco di Milano, Letizia Moratti, sulla quale, secondo alcuni organi di stampa, ci sarebbe un malumore nel centrodestra per la vicenda di Malpensa. "La Moratti - dice il Senatur - ha i problemi addosso lei. Fare il sindaco di una grande città significa dover sopportare un sacco di cose".

Sacconi e gli scioperi "Credo che si debba garantire la continuità del servizio". Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine dell’inaugurazione di Pitti Uomo che si è tenuta oggi a Firenze, ha risposto a una domanda su Alitalia. "Gli strumenti attuali - ha spiegato - come ha dimostrato il ministro Matteoli verranno utilizzati, come anche la commissione di Garanzia ha affermato. Penso che sia davvero giunta l’ora di riformare la regolazione dello sciopero nei servizi di pubblica utilità".

Formigoni: "Proposta Cai inaccettabile" Probabilmente già nel corso della settimana prossima il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, incontrerà i vertici di Cai. Il titolare del Pirellone ha sottolineato che la proposta di "una minor riduzione dei voli a Malpensa a patto di ridimensionare Linate non è accettabile". Formigoni, che oggi in consiglio regionale partecipa a un dibattito sul futuro di Malpensa, ha ripetuto la richiesta che siano liberalizzati non solo i voli internazionali, come prevede l’emendamento salva Malpensa al decreto anticrisi, ma anche quelli interne. "Vogliamo anche quelli nazionali - ha spiegato - perché dovremmo ricostruire le condizione perchè Malpensa sia un hub. Alcune compagnie aeree sono interessate ad aumentare la loro presenza a Malpensa, altre le convinceremo offrendo loro la possibilità di entrare nel mercato italiano". Questo non vuole essere "un atto ostile verso Cai", ha precisato il presidente, ma "la normale attività di chi si dà da fare perché Cai non realizza un servizio soddisfacente per quest’area". In particolare Formigoni ha spiegato che la compagnia "non può avere il monopolio sulla tratta Milano-Roma". "Probabilmente la settimana prossima - ha aggiunto - incontrerò i vertici di Cai per vedere se è possibile lavorare insieme, altrimenti costruiremo altre proposte".