Alitalia, al cda l’identikit del compratore

da Milano

La telefonia mobile sposa quella fissa. Dopo una lunga trattativa (bloccata per mesi, ma solo per questioni di prezzo) Vodafone, ossia il maggior gestore al mondo di telefonia cellulare, ha acquistato le attività italiane e spagnole di Tele 2, gruppo svedese che opera nelle telefonia fissa in diversi Paesi europei. Alla fine il prezzo di acquisto è stato di 775 milioni contro i 600 milioni della prima offerta. Ora l’operazione sarà sottoposta al vaglio delle autorità di vigilanza e, se tutto andrà bene, si concluderà entro fine anno. Ma perché tanto interesse da parte di un colosso che conta più di 150 milioni di clienti di telefonia mobile nel mondo per le «piccole» attività di Tele 2 in Italia - dove conta 2,6 milioni di abbonati - e in Spagna?
La risposta può sembrare semplice ma in realtà è molto complessa ed è frutto di una serie di calcoli infinitesimali che riguardano il cosidetto «Arpu», ossia il ricavo calcolato per singolo cliente. Il nuovo trend dell’industria delle tlc vede nel binomio larga banda fissa e telefonia mobile il cavallo vincente, capace di creare sinergie e battere le tariffe-voce sempre decrescenti. Ecco perché i 2,6 milioni di clienti italiani di Tele2 (una inezia per Vodafone Italia che ne ha oltre 25 milioni), di cui 400mila a banda larga, sono importanti come pure i 550mila spagnoli, di cui 240mila Adsl. Ora Vodafone ha un piano di investimenti per aumentare i nodi d’accesso alla «mini-rete» di Tele 2 già esistente che sarà interamente convertita in «Ip», ossia su protocollo internet.
«L’acquisizione di un operatore telefonico dotato di una propria rete infrastrutturale, unita al lancio commerciale di Vodafone Casa, concretizzano la nostra strategia per offrire servizi di comunicazione totale. Con queste due iniziative, Vodafone Italia disporrà di un ampio portafoglio di tecnologie tra loro complementari che includono sia la telefonia fissa con accesso via radio con l’offerta di Vodafone Casa, sia la rete fissa a banda larga. Potremo così offrire più servizi a clientela residenziale e alle imprese».
In realtà per Vodafone la strategia fisso-mobile in Italia è una specie di esperimento che sarà poi esteso in tutti i Paesi europei per cercare di mantenere e possibilmente di incrementare i clienti in un mercato ormai saturo, quello europeo, dove circolano più schede-sim che utenti. Ora bisognerà attendere che il supercolosso del mobile elabori piani e strategie con prezzi e offerte. Anche perché il maggior concorrente, ossia Tim, controllata da Telecom Italia, ha già lanciato la sua offerta integrata (con terminale unico) nientemeno che quadruple play. Vale a dire fisso, mobile, Internet e pure la televisione a circa 78 euro al mese (canone compreso). Un’offerta che per ora non ha concorrenti diretti in quanto Vodafone Casa non prevede banda larga, ma solo chiamate voce alle stesse condizioni di un fisso.
Diverso il discorso per il gruppo Wind. «Non crediamo ci sia necessità di un terminale unico per il fisso e per il mobile - ha detto Gianluca Corti direttore marketing di Wind - e diamo al cliente la possibilità di risparmiare con una serie di offerte convergenti. E a fine anno lanceremo la tv via Internet». Poi ci sono i concorrenti che, grazie al cosiddetto operatore mobile virtuale, potrebbero offrire anche chiamate su cellulari, ma per ora puntano solo sul loro core business: la telefonia fissa. Tra questi il più agguerrito è Fastweb con tv, voce e Internet a 65 euro al mese.