Alitalia, chiuso un accordo arriva subito un altro sciopero

da Milano

Chiuso un fonte, se ne apre un altro. Mercoledì, in extremis, l’Alitalia ha chiuso un accordo non esaltante con gli assistenti di volo, ai quali ha riconosciuto (a vario titolo) più soldi, assunzioni, qualifiche e turnazioni più favorevoli. Di ieri un’altra falla sindacale: la Uiltrasporti ha confermato lo sciopero dei tecnici di linea di Alitalia addetti alla manutenzione degli aerei sottobordo, che sarà attuato lunedì 18 giugno, dalle 10 alle 14, in tutti gli scali nazionali. Il segretario della Uilt, Marco Veneziani, si affretta ad avvertire che «ci saranno forti disagi per i passeggeri in partenza su tutti i voli nazionali e internazionali». La motivazione sta nella «necessità di una riorganizzazione e di dare il giusto riconoscimento alla figura professionale del tecnico di linea». Senza nulla togliere all’importanza di questa categoria, c’è proprio da chiedersi se in un’azienda normale in corso di cessione, dove tutti aspettando il riassetto dovrebbero dare il meglio di sé, c’è bisogno di una vertenza quotidiana. Il danno è evidente, e non è troppo malizioso pensare che il disegno perverso - al contrario di ogni logica - sia invece quello di deprezzare l’azienda il più possibile, per agevolare l’uno o l’altro possibile acquirente. Ma l’Alitalia di questo stillicidio fa le spese da anni e anche per questo si ritrova a perdere quasi due milioni al giorno. Il contratto degli assistenti di volo, tra l’altro, non è stato sottoscritto dal Sdl, l’ex Sult, che lo proporrà alla propria base l’11 giugno. Anche questo è un altro fronte non del tutto definito.
Ieri in Borsa il titolo è andato controtendenza, guadagnando l’1,76%. Nella ricerca di motivazioni, qualcuno ha indicato la linea di finanziamento annunciata da Aeroflot; ma in realtà si tratta di un titolo alla sempre ansiosa ricerca di spunti per dar fiato alla speculazione, all’insù o all’ingù.
Le cronache ieri hanno riportato due interventi. Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha semplicemente ribadito, riferendosi alla gara, l’importanza del piano industriale; su Aeroflot, alla quale in passato non ha risparmiato critiche («mi preoccupa la sicurezza»), è stato generico: «Più candidati ci sono, meglio è».
Le altre affermazioni registrare appartengono a Walter Veltroni che, da sindaco di Roma, non poteva che sottolineare l’importanza della Capitale nel futuro assetto di Alitalia: «Non potrà che avere il suo centro a Roma, e i dati sul turismo lo confermano» ha detto. Va ricordato che, da un punto di vista industriale, il vero reddito per una compagnia aerea nazionale si forma al Nord, e che se in futuro Malpensa sarà derubricata a un ruolo subalterno sarà difficile rimettere davvero in ordine i conti della compagnia.