Alitalia, Colaninno: "La partenza è buona"

Il presidente: &quot;Il primo bilancio sorprenderà tutti, con Air France-Klm nessuna intesa segreta né patti per la cessione. I soci di Cai sono vincolati, investiranno per almeno quattro anni. Ancora lontana la quotazione in Piazza Affari&quot;<br />

A poco più di quindici giorni dal varo della nuova Alitalia il suo presidente, Roberto Colaninno, usa parole di grande ottimismo sui primi passi del nuovo vettore. «La società è partita straordinariamente bene anche al di là delle nostre più rosee aspettative, il primo bilancio sarà una vera sorpresa per tutti», ha detto ai microfoni della trasmissione di Lucia Annunziata In mezz’ora. Per Colaninno, inoltre, non ci sono accordi segreti con Air France (che detiene il 25% delle quote) per far prendere a quest’ultima il controllo della società. Anzi, secondo quanto riferito dal presidente di Jean-Cyril Spinetta in una intervista al Sole-24 ore, «gli investitori italiani potrebbero persino estromettere quelli francesi se lo volessero».

Spinetta ritiene che la scelta «di aver riunito tutte le forze del settore in Italia (Alitalia e Air One, ndr) è stato un progresso immenso che dà alla nuova società molte più possibilità di successo», rispetto alla situazione precedente. Dal canto suo Colaninno esclude che fra tre anni la nuova società possa chiedere la quotazione in Borsa. «Sarebbe un miracolo e in ogni caso, la quotazione non è certamente la strada per poter vendere ad Air France e non è il nostro obiettivo primario. La realtà dei fatti - ha spiegato - è che gli azionisti che hanno fondato Cai per quattro anni lavoreranno per rilanciare la società investendo, affinché Alitalia torni a essere la compagnia del nostro Paese». Il presidente smentisce anche che ci siano state offerte da parte di Lufthansa. «Abbiamo parlato, ma non abbiamo mai ricevuto un’offerta dai tedeschi, non siamo mai arrivati al nocciolo come abbiamo fatto con Air France». Per i francesi, comunque, la vera «fortuna» della nuova Alitalia è che «non ci sarà più il peso della politica». E lo stesso dice Colaninno che ha ricordato di «aver fatto due diverse operazioni (Telecom e Alitalia) con governi di matrice opposta, ma comunque sempre a favore del mercato».
Quanto al monopolio sulla tratta Milano-Roma, secondo Colaninno è un falso problema. «Il grande concorrente di Alitalia sulla Roma-Milano è il treno e le nostre tariffe dovranno essere competitive», ha osservato l’imprenditore. E sull’eterna diatriba tra gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Linate secondo i francesi occorre una specializzazione sui voli interni per Linate. Un’idea questa condivisa anche da Colaninno: «Le comodità si pagano, non sono gratis. Noi come società privata abbiamo deciso di non sopportare il costo della comodità dei cittadini di Milano». E sulla hostess del Grande Fratello, la «pasionaria» Daniela Martani che oggi dovrà scegliere tra il posto di lavoro o la presenza in televisione, Colaninno è categorico: «Deve essere trattata con grande severità». Mercoledì, intanto, è previsto il seguito dell’audizione di Colaninno e dell’ad Rocco Sabelli davanti alle Commissioni lavori pubblici e industria di Camera e Senato.