Alitalia, comincia lo sbarco di 450 uomini

Claudio De Carli

Il primo passo Alitalia per creare una base operativa a Milano scatta fra 21 giorni, quando dal primo agosto fra personale e assistenti di volo il contingente che avrà base stabile di lavoro a Malpensa e Linate arriverà a quota 1.300. Attualmente operano sui due aeroporti milanesi 600 assistenti di volo e 250 piloti, in arrivo ci sono quindi 450 unità, 300 assistenti di volo e 150 piloti.
In realtà il primo di agosto ci saranno i primi arrivi ma il trasferimento avverrà con gradualità e si arriverà a regime nel 2006, quando effettivamente 1.300 fra piloti e personale di volo Alitalia avranno come base stabile Linate e Malpensa, così come negli accordi presi a Palazzo Chigi nel settembre-ottobre 2004. Detto questo il segnale da parte di Alitalia c’è e rimane forte, e per la compagnia si dovrebbe tradurre inizialmente in un risparmio notevole di denaro dovuto soprattutto ai Must go, i trasferimenti di personale da Roma agli aeroporti milanesi, seguiti a cascata dalle inevitabili prenotazioni di alberghi e di navette per gli spostamenti dagli alloggi agli aeroporti. Nel 2004 i viaggi a vuoto di comandanti, steward e hostess sono costati ad Alitalia circa 24 milioni di euro, tenendo presente che i posti occupati dal personale sui voli di linea sono di fatto un mancato guadagno per la compagnia.
Alitalia peraltro sta seguendo esattamente il suo piano industriale con una coerenza che le fa onore, sebbene sussistano molte incognite, non ultima la scadenza di ottobre quando, dopo ricapitalizzazione e privatizzazione, verrà deciso il futuro della compagnia aerea. Questo almeno lo scenario attuale che incide su alcune scelte: il nuovo proprietario cosa deciderà di fare? Punterà sugli aeroporti di Milano?
I 150 piloti che arriveranno saranno nella quasi totalità abilitati al medio raggio su MD80 e 321. Sono in maggioranza copiloti che per grado di anzianità stanno svolgendo il corso comando e sarà valutata positivamente la loro disponibilità a trasferirsi a Milano. Per loro non sono previsti incentivi come per gli assistenti di volo che hanno ricevuto un una tantum di circa 10mila euro per stabilirsi a Milano. Per quanto riguarda il lungo raggio, e cioè i viaggi intercontinentali sui 777, 767 e MD11, la compagnia sta cercando di attuare una linea morbida, anche perché la trattativa deve essere portata avanti con piloti che in genere sono da almeno 15 anni in azienda. I nuovi accordi parlano di Must go trasparente, i piloti continueranno ad arrivare da Roma ma non verranno più conteggiate come ore di servizio quelle necessarie per il trasferimento, questo almeno fino a dicembre, quando tutto il quadro sarà più chiaro. Alitalia sta valutando l’ipotesi di mettere a disposizione delle navette, gli Atr 42, per il personale che dovrà forzatamente continuare a compiere il trasferimento da Roma a Milano, senza dimenticare che esiste anche il pendolarismo opposto, e cioè equipaggi che da Milano si trasferiscono a Roma da dove poi decollano per il loro turno di lavoro.
Anche il discorso relativo all’hangar di Malpensa sta generando perplessità sull’effettivo utilizzo che ne vuole fare Alitalia: non è previsto spostamento di tecnici per la manutenzione degli aeromobili ma il numero dovrebbe rimanere quello attuale, e neppure sono previsti aeromobili parcheggiati pronti a sostituire macchine atterrate a Milano e non in grado di ripartire per avarie pesanti. Si dovrà sempre attendere che il nuovo aereo arrivi da Roma. Ma è evidente come la macchina di Alitalia si stia muovendo verso il Nord, un mercato che non può ignorare e che potrebbe diventare preda di altre compagnie, soprattutto straniere. Dopo i trasferimenti, su 2.100 piloti solo 400 saranno a Milano e di 4mila assistenti di volo solo 900: per molti rimane un contingente ancora troppo esiguo per puntare decisamente su Linate e Malpensa.