Alitalia, la Consob «convoca» il consiglio

Seduta di forti scambi in Piazza Affari e il titolo guadagna il 2,5 per cento

da Milano

L’Alitalia, secondo i dati ricavabili dalle più recenti indicazioni sull’evoluzione della gestione, nell’esercizio 2006 dovrebbe aver perso una cifra inferiore ai 275 milioni di euro dei primi nove mesi e superiore ai 167 milioni dell’intero 2005. Se la perdita, limitata grazie al quarto trimestre in utile, si attestasse - poniamo - intorno ai 200 milioni (260 milioni di dollari) ci troveremmo di fronte a una sorprendente realtà: visto che le più recenti proiezioni della Iata, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, dicono che tutto il trasporto aereo mondiale ha perso nel 2006 circa 500 milioni di dollari, metà delle perdite del trasporto aereo mondiale sarebbero prodotte dalla compagnia italiana.
Ieri l’Alitalia, con alcuni giorni di ritardo, ha diffuso i dati mensili sull'indebitamento finanziario del gruppo relativi a fine novembre. Il ritardo è stato provocato da un carteggio tra la compagnia e la Consob: la prima ha chiesto se, in presenza di un procedimento di dismissione da parte dell’azionista di maggioranza, l’aggiornamento sulla posizione finanziaria dovesse continuare regolarmente. La Consob ha risposto di sì. Il quesito dell’Alitalia a molti è sembrato malizioso, ma sono stati i dati a fugare il sospetto di una volontà di scarsa trasparenza: l’indebitamento di novembre segna un leggero miglioramento (di 8 milioni, meno 0,8%) scendendo a quota 964 milioni: a fine settembre era salito oltre quota un miliardo (1,023), per poi scendere a 972 milioni a fine ottobre. Le disponibilità di cassa (quel che rimane dell’aumento di capitale dello scorso anno) sono anch’esse scese da 769 a 752 milioni.
Ieri - mentre in Borsa il titolo ha messo a segno un rialzo del 2,5%, con scambi equivalenti al 4% del capitale - è stato anche convocato, per metà mese, un consiglio di amministrazione per fare il punto, sempre su richiesta della Consob, sul piano industriale e sulla «dismissione di asset non strategici e del patrimonio immobiliare non strumentale». Il 19 ottobre, ultima riunione del consiglio sul piano industriale, il presidente Giancarlo Cimoli aveva avuto il mandato a stringere un'alleanza internazionale, e aveva ritoccato le linee strategiche accelerando su acquisto di nuovi aerei e taglio costi. Tre mesi dopo, egli esaminerà la situazione considerando che l'azionista, il Tesoro, ha deciso di cedere il controllo. Il cda dovrà anche rispondere a una richiesta della Consob di maggiori informazioni sui conti. Per rispondere, il consiglio dovrà fare «un’analisi della sostenibilità del fabbisogno finanziario del gruppo per i prossimi dodici mesi», verificare quindi se risorse e andamento economico previsto consentono alla compagnia di andare avanti per almeno un anno. Il cda farà anche il punto anche sulla «dismissione di asset non strategici e del patrimonio immobiliare non strumentale».
La situazione riguardante l’asset più significativo, i terreni limitrofi all’aeroporto di Fiumicino, è attualmente in una fase di stallo. L’ultima offerta pervenuta è della cordata Immobiliare Lombarda (Ligresti), Lamaro (Toti) e Fimit (Capitalia), che ha offerto 60 milioni di euro, con la disponibilità ad aumentare la cifra se Aeroporti di Roma ritirerà il proprio ricorso al Tar sulla viariante al Piano regolatore. In data 12 dicembre una lettera dell’advisor di Alitalia ha ritenuto insufficiente l’offerta economica.