Alitalia convoca i sindacati per il 15 aprile

L'incontro le elezioni. Domani vertice sindacati-governo. E Bianchi avverte: "Non facciano mosse azzardate". Damiano: "Non c'è un'ora x". Passera: "Intesa Sanpaolo non ha più nulla da dire". Tremonti: "Nessun no preventivo da Pdl". Il titolo torna in Borsa e perde il 21%

Roma - La Cgil ci ripensa, dopo la rottura delle trattative da parte di Air France e dopo il "niet" di Guaglielmo Epifani ("per noi il discorso è chiuso", Arriva la retromarcia. "Il nostro obiettivo è salvare Alitalia e il massimo numero di posti di lavoro; abbiamo presentato le nostre proposte ad Air France, che ha preferito non discuterne, ma noi siamo pronti a riprendere la trattativa", ha detto il segretario nazionale confederale della Cgil, Carla Cantone. "Siamo quindi disposti - ha aggiunto Cantone - a riprendere il confronto quanto prima, per discutere anche sul numero di tagli al personale. È ovvio che bisogna prevedere un sostegno al reddito per chi perderà il lavoro". Sulla possibilità di una cordata italiana per rilevare Alitalia e sulle polemiche degli ultimi giorni, Cantone ha risposto che "se son rose fioriranno".

Poi è lo stesso Epifani a dare la nuova linea: "C’è bisogno che Air France ascolti le nostre ragioni, spero che il confronto diretto con il presidente Spinetta riprenda rapidamente. Domani abbiamo un passaggio importante con il governo e confermo quello che abbiamo già detto: siamo interessati a trovare un’intesa per scongiurare un fallimento e un commissariamento che creerebbe tanti problemi alle persone e alla compagnia ostacolando anche la ripresa dello sviluppo di Alitalia".

Incontro Alitalia-sindacati il 15 aprile: dopo il voto E mentre il ministro del Lavoro Francesco Damiano dice di non credere "agli utimatum perché non c'è un'ora x", Alitalia ha convocato le nove sigle sindacali dell'azienda per martedì 15 aprile, dopo che si saprà chi ha vinto le elezioni. L'incontro seguirà quello previsto domani fra governo e sindacati, e a questo proposito il ministro dei Traspporti avverte: "Il tempo delle analisi è finito per questo rivolgo ai sindacati un appello: non facciamo mosse azzardate, al di fuori della trattativa con Air France-Klm c’è solo la prospettiva del fallimento". Per il ministro Bianchi "i sindacati non hanno valutato a sufficienza la lunghezza del passo che stavano compiendo, ma ora sembra che siano disposti a ragionare. Il governo - ha continuato - è pronto a fare la sua parte come ha fatto stanziando i fondi per Malpensa così, nel caso di acquisizione da parte di Air France della compagnia di bandiera, è pronto a venire incontro per sciogliere eventuali nodi e consentire la conclusione dell’accordo".

Passera: non abbiamo più nulla da dire "Da quando siamo stati esclusi dalla trattativa in dicembre non abbiamo più nulla da dire". Così il consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, ha risposto a chi gli chiedeva se, nel caso la trattativa su Alitalia slittasse a dopo le elezioni, il gruppo potesse rientrare in gioco nel processo per la privatizzazione della compagnia. Passera ha parlato a margine del forum economico Italia-Egitto.

Il titolo torna in Borsa e perde il 21% A Piazza Affari Alitalia chiude in netto ribasso la sua prima seduta di borsa dopo la sospensione da giovedì scorso, all’indomani dell’annuncio sulla rottura delle trattative con Air France. Il titolo della compagnia aerea, riammesso in un’unica fase d’asta dalle 8 alle 17,30 con il divieto di immissione di proposte senza limiti di prezzo, chiude con una perdita del 21% a 0,395 euro. Volumi pari a 4,3 milioni di pezzi, inferiori alla media. Ieri sera la società ha annunciato una liquidità al 2 aprile pari a 239 milioni di euro tale da consentire la ricerca "a brevissimo termine" di iniziative per garantire "un quadro favorevole di continuità aziendale".

Federmanager: tanti discorsi ma prenotazioni cancellate Il rimpallo delle responsabilità sulla vicenda Alitalia "non porta contributi utili alla soluzione dei numerosi problemi, essendo tutte le parti in causa colpevoli di atti e di omissioni che hanno portato la Compagnia sull’orlo del baratro". Atto d'accusa da parte di Federmanager che esprime forti perplessità sull’ipotesi commissariamento. "Mentre si discute su possibili e poco chiare soluzioni alternative - dicono i manager Alitalia - l’azienda sta per chiudere i battenti: decine di migliaia di prenotazioni sono già state cancellate, e numerosi grandi utenti si stanno orientando verso altri vettori. Pur in questo quadro, il Middle Management del gruppo AZ sta dando, senza troppe chiacchiere, dimostrazione di grande serietà e professionalità, garantendo competenza e continuità del servizio sul mercato: dalla manutenzione e sicurezza degli aeromobili, alla sensibilità commerciale nei confronti della clientela fino alla attenta applicazione delle normative Enac e al rigoroso rispetto dei contratti vigenti. Tutto ciò con l’intento di tutelare gli interessi commerciali e operativi di Alitalia, essendo questa un asset strategico del Paese". Federmanager interviene anche sulla ventilata ipotesi di commissariamento, esprimendo forti perplessità "non essendo chiari gli effetti che potrebbero conseguire da tale procedura".

Botta e risposta tra Berlusconi e Veltroni Intanto prosegue la polemica tra il leader del Pdl e quello del Pd. Alitalia, dice Berlusconi, "non è solo una questione di orgoglio ma di mezzo c’è l’interesse nazionale del Paese". Ed è anche per questo che ha rivolto un appello agli imprenditori italiani per "salvare" Alitalia dai francesi. Appello al quale hanno risposto, dice il Cavaliere a Radio Anch’io, "un numero enorme di imprenditori". Un interesse diffuso, racconta Berlusconi: "Ho ricevuto persino una lettera di un artigiano che mi ha inviato un assegno di 150 euro per Alitalia". "Appena si chiuderà in modo negativo la trattativa con Air France ci sarà una cordata di imprenditori - conclude - che si faranno avanti e dopo 3-4 settimane di approfondimento faranno una offerta".
Veltroni invece attacca l'avversario: durante il governo Berlusconi "si sono bruciati 2,5 miliardi in 5 anni senza fare nulla", sottolineando che invece il governo Prodi "«almeno ha affrontato la cosa", poi "sui tempi e le modalità si possono avere tutte le opinioni che si vuole".

Tremonti: dal Pdl nessun no preventivo ad Air France "Io, stando all’opposizione, non conosco i termini della trattativa tra Alitalia e Air France-Klm. Se c’è la possibilità di una concentrazione che tenga conto del valore del mercato italiano, un mercato forte perché in Italia c’è tanto turismo, allora si faccia l’accordo. Anche Berlusconi è di questa opinione". Lo ha detto Giulio Tremonti, ospite di Sky Tg24, negando un rifiuto preventivo del Pdl nei confronti della trattativa con la compagnia area francese. Sulle responsabilità dei sindacati nel fallimento delle trattative, Tremonti sostiene: "Trattare con nove sigle sindacali è difficile. Servono meno sindacati, che non vuol dire meno sindacato".