Alitalia, Deutsche Bank «sfiducia» il titolo

da Milano

In Piazza Affari il titolo Alitalia ieri è scivolato dell’1,65%, ma durante la seduta le perdite sono arrivate a superare il 2,5%. Dopo qualche seduta di recupero, era inevitabile che un titolo così speculato fosse esposto a un’inversione di tendenza: nell’ultima settimana il guadagno resta comunque di rilievo, più 9,75%.
Ieri mattina è stato diffuso uno studio di Deutsche Bank sul trasporto aereo europeo; l’istituto conosce bene l’Alitalia visto che alla fine del 2005 ha curato l’aumento di capitale da un miliardo. La banca tedesca ha rivisto al ribasso la propria raccomandazione agli investitori, con un giudizio che è passato da «hold», tenere, a «sell», vendere. Il target price è stato abbassato a 0,82 euro dal precedente 1,05. Ieri l’ultimo prezzo segnato in Borsa è stato di 1,013.
Intanto il Tesoro sta valutando i requisiti dei nuovi soggetti che lunedì hanno chiesto di entrare a far parte di due cordate: Aeroflot (con Unicredit) e Mediobanca (con Tpg e Matlin Patterson). Il responso arriverà dopo Pasqua, proprio a ridosso della presentazione delle offerte non vincolanti, attese entro il termine di lunedì 16.
La cronaca deve registrare la prima uscita pubblica di Carlo Toto, presidente di Air One, dall’avvio della procedura di privatizzazione (alla quale Toto partecipa attraverso il veicolo Ap Holding, con il sostegno finanziario di Banca Intesa e con il gradimento di un’ampia rappresentanza di governo). Ieri è stato intervistato dal Tg1 Economia e ha illustrato le proprie intenzioni: «L'Alitalia - ha detto - ci interessa perché ci consentirebbe di completare la nostra espansione. Il nostro Paese ha bisogno di una compagnia che porti l'Italia nel mondo e il mondo in Italia». Quanto ad Air One, ha aggiunto: «A fine 2006 abbiamo trasportato 6,1 milioni di passeggeri con un fatturato di 580 milioni. Nel 2006 abbiamo esaurito le tratte domestiche. Adesso Air One si rivolge al mercato europeo. Abbiamo già otto destinazioni e arriveremo a 40 nell'arco di 5 anni. Abbiamo già definito - ha spiegato - il programma sul lungo raggio che partirà tra un anno, con 4 macchine il primo anno e con un incremento di 4 aerei l'anno per arrivare a un totale di 20 velivoli. Nel 2012 fattureremo poco meno di 2 miliardi e avremo rinnovato tutta la flotta di B737 con 40 ordini fermi e 50 opzioni con Airbus per un totale di 90».
Ma il dettaglio dei conti di Air One non è mai stato reso noto, né è chiaro come potrà dotarsi degli aerei di lungo raggio, non ancora ordinati, visto che fino al 2010 la produzione dei costruttori è già tutta assegnata. Un’integrazione Air One-Alitalia porrebbe poi seri problemi di antitrust, vista la grossa concentrazione di voli delle due compagnie su Linate.