Alitalia e Prodi spingono Air France

Il cda della compagnia: &quot;E' l'unica soluzione. Tempo fino all'8 aprile&quot;. Il premier <strong><a href="/a.pic1?ID=252282" target="_blank">spezza l'asse</a></strong> tra Pd e sindacati. E <strong><a href="/a.pic1?ID=252283" target="_blank">Spinetta aspetta che cali la tensione</a></strong>

Milano - Il tempo non è scaduto. Il consiglio di amministrazione dell’Alitalia, che ieri ha tenuto un’altra riunione fiume dopo la rottura con Air France, ha deciso di fissare una nuova data: l’8 aprile, martedì prossimo. Entro quel giorno il cda, dopo gli opportuni approfondimenti con gli advisor finanziario e legale, «verificherà la presenza dei necessari elementi che garantiscano la continuità aziendale». Già ieri buona parte della riunione è stata dedicata all’esame della situazione economica. Il consiglio, preso atto dell’essere venuta meno la validità del contratto con Air France, non essendosi avverate nei termini previsti le condizioni di efficacia, ha tuttavia dichiarato ufficialmente di continuare a ritenere - attraverso la nota diffusa dopo la riunione - che la proposta di Air France continua a essere ritenuta «idonea ad assicurare ad Alitalia il ritorno a una crescita profittevole».

In altre parole: o entro l’8 aprile si ricuce lo strappo con Parigi, oppure - si deduce - sarà richiesta l’amministrazione controllata. La Borsa ha provveduto in serata a sospendere il titolo Alitalia fino a quella data. La continuità aziendale, infatti, in assenza di un concreto piano di risanamento che ormai può essere garantito soltanto a un acquirente, non potrà essere accertata; e l’unica strada possibile sarà quella di chiedere la tutela giudiziale. Continuità significa avere concreta prospettiva di salute e sopravvivenza dell’azienda; lo stato finanziario (un indebitamento a quota 1,4 miliardi, una cassa scesa a 180 milioni e ridottasi di 100 milioni in un mese soltanto) non è tale da garantire questa prospettiva, anche tenendo conto che l’erosione di credibilità provocata alla compagnia dalla situazione attuale sta provocando un calo delle vendite sul mercato; e in questo periodo cominciano gli acquisti di viaggi per i mesi estivi.

Il cda di Alitalia ha preso atto delle dimissioni di Maurizio Prato, ringraziandolo per l’impegno nel suo «breve ma difficile mandato», e ha nominato presidente, al suo posto, Aristide Police, avvocato napoletano quarantenne e professore universitario, esperto in diritto amministrativo e già membro del consiglio. Nella prossima seduta il cda coopterà un nuovo consigliere.

Restano dunque quattro giorni pieni per trovare una soluzione che, allo stato, appare a senso unico: Air France. In caso contrario sarà imboccata l’incerta via del commissario. Ieri, per tutta la giornata, i segnali erano andati proprio in questo senso, con il governo impegnato a cercare di recuperare «il filo della trattativa» come ha detto da Bucarest in serata il presidente del Consiglio, Romano Prodi. «Mi auguro che prevalga il buon senso» ha dichiarato.

Una nota ufficiale in questo senso è stata diffusa nel pomeriggio da Palazzo Chigi. «Il governo procederà a verificare se esistano ancora margini di accordo tra Air France-Klm e sindacati su Alitalia dopo la rottura ed è impegnato a garantire la continuità nel governo aziendale della compagnia aerea italiana». La vicenda è stata oggetto di un vertice in mattinata tra il sottosegretario Enrico Letta, e i ministri dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, dei Trasporti, Alessandro Bianchi, e dello Sviluppo Pier Luigi Bersani. I primi tre si sono incontrati anche nel tardo pomeriggio. Letta proverà a ricucire con Air France nelle prossime 48 ore.

Turbolento il fronte sindacale, a cui viene attribuita la responsabilità della rottura con Air France. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato esplicito: la trattativa deve ripartire. Tra il personale di volo è stata presa l’iniziativa di una raccolta di firme pro-Parigi, mentre alcuni lavoratori avrebbero restituito, per dissenso, le proprie tessere.

Una lunga riunione intersindacale ieri ha registrato comunque un ammorbidimento dei toni e la disponibilità a tenere aperta la porta della trattativa con Air France. Il documento presentato dalle otto sigle presenti al tavolo negoziale, e respinto da Jean-Cyril Spinetta - è stato detto - non è una proposta ultimativa ma è negoziabile. Il sindacato respinge a priori «accordi capestro»: il «messaggio» è stato lanciato, nel corso di una conferenza stampa, da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia.