Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo

Colaninno a Bruxelles, Sabelli da Fantozzi. Scajola: &quot;Il governo e i privati hanno fatto la loro parte ora tocca ai lavoratori. Brunetta: &quot;Avanti anche senza l'ok dei sindacati&quot;. E <strong><a href="/a.pic1?ID=287900" target="_blank">Marrazzo vuol salire</a></strong> sulla Fenice

Milano - «Il governo ha fatto la sua parte. I privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati». Queste parole del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sintetizzano bene lo spirito con il quale oggi alle 15 il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà le nove sigle dei lavoratori del gruppo Alitalia. Sarà il primo confronto sul piano industriale, esuberi compresi. Sulla trattativa pesa la dichiarazione dell’altro ieri dello stesso Sacconi: «Dieci giorni di tempo». Non di più.

Intanto Cai, Compagnia aerea italiana, va avanti speditamente, su più fronti. A Roma l’amministratore unico Rocco Sabelli ha incontrato il commissario straordinario Augusto Fantozzi; parallelamente Roberto Colaninno si è recato a Bruxelles dove ha illustrato ai tecnici della direzione generale Trasporti le linee del piano. Detto per inciso, per domani è stata fissata a Milano l’assemblea di Cai, oggi società a responsabilità limitata appartenente al socio unico Intesa Sanpaolo; sarà trasformata in società per azioni, entreranno i nuovi soci e saranno, a quel punto, affidate le cariche: Colaninno presidente, Sabelli amministratore delegato.

Quest’ultimo ieri ha avuto un incontro con Fantozzi, il quale lunedì primo settembre ha ricevuto l’offerta di acquisto per una parte di Alitalia comprendente flotta, dipendenti, manutenzione, handling, marchio, slot e diritti; «il contenuto dell’offerta è soggetto a riservatezza» ha fatto sapere il commissario, il quale «si riserva di esaminare l’offerta e di coltivare una trattativa nell’interesse dei creditori, della salvaguardia dei complessi aziendali e della continuità». Sabelli, alla fine dell’incontro, ha detto «Siamo andati dal commissario perchè ci ha chiesto delucidazioni, chiarimenti e dettagli sull’offerta che abbiamo presentato: domani (oggi, ndr) cominciamo a discutere». Poi si è sottratto alle domande, ma interrogato sulla sua fiducia nell’operazione ha risposto: «Sto lavorando 14 ore al giorno, è questa la mia fiducia».

Colaninno a Bruxelles non ha incontrato - come peraltro era previsto - il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l’eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall’Ue. Alla riunione, durata un’ora e mezza, non hanno invece partecipato i rappresentanti della Concorrenza, l’altro fronte europeo che sta vigilando su Alitalia, e in particolare sull’integrazione con Air One e sulla posizione dominante che si verrebbe a creare sulla tratta Linate-Fiumicino.

Un colpo ad effetto ha avuto per protagonista Piero Marrazzo: il presidente della Regione Lazio ha annunciato ufficialmente l’intenzione di far entrare la Regione nella Cai. Ha poi precisato che l’investimento potrebbe essere di 10 milioni di euro, e ha sollecitato la Regione Lombardia a fare altrettando. Tra le varie reazioni, il presidente della Regione Veneto ha detto, tranchant: «Marrazzo si espone al ridicolo».

Intanto la relazione tecnica al disegno di legge, depositata ieri al Senato, per la conversione in legge della riforma della Marzano, prevede per la cassa integrazione e la mobilità in esubero uno stanziamento di 180 milioni di euro in sei anni, nel periodo che va dal 2009 al 2014. È prevista una copertura di 30 milioni all’anno per «gli interventi di sostegno al reddito e di agevolazioni al reimpiego previsti nel decreto», che comunque fissa in sette anni la durata degli ammortizzatori sociali. Su questo tema il ministro Renato Brunetta è stato molto chiaro: «Nessun esubero entri nella pubblica amministrazione, altrimenti me ne vado io», ha detto. E poi ha aggiunto: «Si proceda anche senza accordo sindacale».