Alitalia fa rotta su Air France, altolà di Bossi

Dopo il via libera all'intesa con Air France, vertice a Palazzo Grazioli con il leader della Lega e i sindaci di Milano e Roma. Lufthansa: mai presentata un'offerta per Alitalia. Disagi a Fiumicino, sciopero selvaggio: assembela e corteo. Nel pomeriggio si replica

Roma - Al via a Palazzo Grazioli il vertice su Alitalia. Nella residenza romana del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è infatti arrivato lo stato maggiore della Lega: Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Roberto Castelli e Roberto Cota. All’incontro sono presenti anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e quello di Roma Gianni Alemanno, oltre al sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher. Il vertice è stato voluto dalla Lega per discutere del futuro partner di Alitalia e del conseguente ruolo di Malpensa.

Alemanno: non penalizzare Fiumicino "Sono convinto - ha detto Alemanno entrando al vertice - che Fiumicino non possa e non debba essere penalizzato. Se ciò avvenisse sarebbe gravissimo e sono convinto che Berlusconi accoglierà le nostre richieste". "Credo - ha sottolineato il sindaco di Roma - che una complementarietà tra Malpensa e Fiumicino sia possibile, ma Fiumicino non può essere penalizzato in quanto hub della capitale. Sono certo che Berlusconi accoglierà le nostre richieste".

Air France-Klm ha in tasca il 25% di Alitalia per 300 milioni. La compagnia guidata da Spinetta è vicina a chiudere l’accordo per rilevare una quota di Cai secondo due fonti vicine all’operazione. Ieri sera è arrivata anche la nota ufficiale di Cai: "Dal presidente Berlusconi nessuna obiezione all'accordo con i francesi". Roberto Colaninno, presidente dei nuovi proprietari di Alitalia, si è già recato ieri mattina nella sede del governo per incontrare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Poi, in serata, i vertici di Cai, Roberto Colanninno e Rocco Sabelli, sono andati a Palazzo Chigi dal premier Silvio Berlusconi. La riunione - a cui hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il responsabile Corporate di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè - è servita per discutere gli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia, in particolare le trattative per l’alleanza internazionale della nuova compagnia.

Il sì del governo Dal governo non ci sarebbe nessuna controindicazione alla scelta di Air France Klm come partner straniero della nuova Alitalia. È questo l’esito dell’incontro, durato circa un’ora, tra i vertici Cai-Alitalia e il premier Berlusconi. Fonti Cai fanno sapere infatti che l’incontro è andato "molto bene. Sono state illustrate le ragioni della preferenza dei francesi e non ci sarebbero state obiezioni". Ci sarebbe infatti stata "sintonia" con gli orientamenti di Cai sull’alleato franco-olandese. Cai si sarebbe dichiarata disponibile allo sviluppo dell’aeroporto di Malpensa. Secondo quanto riferiscono fonti Cai, il governo avrebbe richiesto un impegno alla compagnia di sviluppare anche lo scalo lombardo a fronte della scelta di Air France-Klm come partner internazionale. E la risposta della Cai è stata positiva.

Bossi critico "Noi chiederemo con forza gli slot. Non possiamo mica chiudere Malpensa per fare un favore alla Cai. Il governo ha in mano gli slot, li può lasciare a Malpensa" attacca il leader della Lega parlando in Transatlantico alla Camera. "Tutte le volte che vado a Malpensa i lavoratori sono arrabbiati. Bisogna tirar fuori qualcosa". Poi dice che "è una stupidaggine l'intesa con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi". E promette: "Insisterò con Berlusconi per un accordo con Lufthansa o per la liberalizzazione degli slot". Quindi aggiunge: "Bisogna sempre smantellare le balle che raccontano gli altri".

Berlusconi: "Dai tedeschi nessuna offerta" "Lufthansa non si è mai fatta presente né fisicamente né con un’offerta". Così il presidente del Consiglio, giunto a Montecitorio, risponde ai cronisti che gli chiedono se ormai Cai ha scelto Air France come partner internazionale. E sulle critiche di Bossi replica così: "Con lui la situazione è ormai chiara: domani vediamo.... Quanto agli slot - prosegue Berlusconi - l’Enac ha sempre concesso a tutti i richiedenti tutti gli slot richiesti: quindi - conclude - non c’è nessun problema al riguardo".

Lufthansa conferma: mai fatta un'offerta La Lufthansa non ha mai presentato un’offerta per entrare nel capitale di Alitalia. Lo ha detto oggi il portavoce della compagnia aerea tedesca, confermando così le dichiarazioni in questo senso fatte ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I colloqui tra Lufthansa e Alitalia proseguono e il gruppo aereo tedesco non esclude di presentare in futuro un’ offerta per entrare nel capitale dela nuova compagnia qualora la prevista operazione con Air France non andasse in porto

Indiscrezioni Una seconda fonte vicina alla trattativa ha detto che l’accordo con Air France-KLM è "quasi chiuso" ed entrambe le parti terranno i rispettivi consiglio di amministrazione venerdì per firmare l’intesa. A meno di clamorose sorprese, Air France dovrebbe quindi battere la concorrenza di Lufthansa che pure aveva incassato il sostengo del premier, delle istituzioni del Nord (Milano e la Lombardia) e della Lega. In ogni caso le trattative vanno avanti e "nulla è stato ancora firmato" ha detto una fonte chiedendo l’anonimato. Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio è previsto il passaggio al comando di Alitalia dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, alla nuova Alitalia, integrata con Air One.

La minaccia dei sindacati  Nel progetto per il varo della nuova Alitalia ci sono ancora "criticità enormi". I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti lo scrivono in una lettera al presidente del Consiglio, al sottosegretario alla presidenza, ai ministri degli Interni e delle Attività produttive e al cda della nuova Alitalia. Si assiste ad un "innalzamento delle tensioni tra i lavoratori", indicano i sindacati, e a "un clima generale che rende impossibile prevedere un normale avvio delle operazioni". Il 13 gennaio, giorno del debutto della nuova compagnia, per i sindacati potrebbe essere "caratterizzato da rilevanti ingiustificabili disservizi fino a sfociare in reali problemi di ordine pubblico".

Le compagnie low cost europee contro gli aiuti di stato L'Elfaa, l’associazione europea delle compgnia aeree low cost, ha presentato alla Commissione Ue un reclamo formale contro gli aiuti destinati dal Governo italiano ad Alitalia e a Cai, sotto forma della soprattassa aeroportuale di 3 euro a passeggero introdotta con il decreto Alitalia. "Attraverso questa legge altamente controversa, il governo italiano ha imposto una tassa aeroportuale di 3 Euro a passeggero, a partire dal 28 ottobre 2008. Questa tassa non solo assicura un flusso costante di aiuti illegali a Cai/Alitalia, ma scarica anche il costo dei sussidi sulle spalle della concorrenza di Cai" si legge in una nota dell’Elfaa. John Hanlon, segretario generale dell`assciazione dichiara: "i membri dell`Elfaa sono estremamente preoccupati per il precedente che questo sussidio va a creare. Questa volta non pagano solo i contribuenti, ma anche la concorrenza". "Niente meno della credibilità della Commissione Europea è in gioco. Se l'Unione Europea permette agli Stati membri di tassare compagnie straniere per finanziare un campione nazionale in difficoltà, il singolo mercato Europeo è sacrificato all'altare del nazionalismo economico". Grazie alla tassa verranno raccolti circa 210 milioni di Euro all'anno. L'Elfaa stima approssimativamente in 15 milioni i passeggeri che partiranno da aeroporti italiani nel 2009, incorrendo in costi pari a 45 milioni di euro. Inoltre i cambiamenti introdotti nel decreto al sistema di ammortizzatori e sociali consentiranno a Cai/Alitalia di avere benefici annui di 100 milioni, afferma l’associazione. I membri dell'Elfaa sono clickair, easyJet, flybe, Jet2.com, Myair.com, Norwegian, Ryanair, Sky Europe, Sverige Flyg, transavia.com e Wizz Air.

La Ue: la tassa non è aiuto di stato La tassa da 3 euro a passeggero prevista per i passeggeri Alitalia non si configura come un aiuto di Stato. A sottolinearlo è Fabio Pirotta, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani. "A prima vista non sembra essere un aiuto di Stato, perchè i proventi di questa tassa saranno usati per finanziare misure sociali e favorire la riconversione professionale degli ex dipendenti della compagnia aerea", ha detto il portavoce in merito alla misura di sostegno prevista dal governo a partire dal 28 ottobre scorso. Nel precisare di non essere a conoscenza del ricorso presentato contro il nuovo regime fiscale da parte dell’associazione Ue dei gruppi low cost, Elfaa, Pirotta ha tenuto a sottolineare che "gli Stati membri, in linea di principio, sono liberi di definire i loro regimi fiscali negli ambiti non armonizzati dalle norme europee quando tali tasse non si configurano come aiuti di Stato".