Alitalia fa volare Eurofly: più 26% in Borsa

«Ma è impensabile che qualcuno sostituisca subito il vettore pubblico»

da Milano

Il primo risultato, più che la soppressione di voli, sarà la cancellazione di qualche assurdità. Il volo di Alitalia per Nuova Delhi parte da Malpensa, il volo di Eurofly per la capitale indiana parte da Roma. Alitalia è basata a Roma, Eurofly a Milano. Gli equipaggi di Alitalia partono da Fiumicino per prendere servizio a Malpensa; quelli di Eurofly partono da Malpensa per prendere servizio a Fiumicino. Le cose ora potranno andare a posto. È possibile uno scambio? chiediamo a Gianni Rossi, amministratore delegato di Eurofly e di Meridiana, che ne possiede il 30%. «Sì, è possibile e auspicabile. Con la benedizione delle autorità aeronautiche, naturalmente» risponde. Ieri il titolo Eurofly, unica compagnia aerea quotata in Borsa oltre ad Alitalia, è letteralmente «esploso», sospeso più volte per eccesso di rialzo. In chiusura il progresso è stato del 26,17% a 3,55 euro (mentre Alitalia si è limitata a un recupero dell’1,24%). Il mercato scommette sugli spazi che saranno lasciati dall’ex compagnia di bandiera nello scalo lombardo. Già lo scorso anno si parlava di Eurofly come della possibile «compagnia del Nord», tanto auspicata dalle autorità lombarde per difendere il diritto alla mobilità dei cittadini delle regioni settentrionali. «Siamo basati a Malpensa con Eurofly, a Verona con Meridiana, abbiamo un traffico importante su Bologna: sì, siamo ben presenti sul Nord. Sicuramente più dell’Alitalia di domani», dice Rossi. Eurofly, da sola, opera con cinque aerei di lungo raggio e otto di medio. «Dal punto di vista strutturale siamo basati a Malpensa con aerei ed equipaggi. Ma quello che verrà a mancare allo scalo saranno i voli di alimentazione (di feederaggio), che Alitalia taglierà. Malpensa non sarà più un hub. Ed è impensabile che nell’immediato qualcuno possa sostituire Alitalia con lo stesso ruolo». Eurofly, tuttavia, è interessata a uno sviluppo del lungo raggio di linea, passando «gradualmente», dalle mete turistiche a quelle business. L’occasione è unica: Rossi è ottimista ma prudente, e ricorda che per «l’avviamento di una macchina di lungo raggio bisogna mettere in conto 20 milioni di perdite in due anni». Da ottobre, detto per inciso, Eurofly e Meridiana riprenderanno tre coppie di slot ora affittate a Air One e torneranno a operare («a costi contenuti») sul Linate-Fiumicino.
Chi ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione Lombardia, Formigoni, e al sindaco di Milano, Moratti, è Franco Pecci, presidente e unico azionista di Blu Panorama, compagnia charter e di linea su località turistiche. «Già il 70% della nostra flotta è a Malpensa, aeroporto in cui ho sempre creduto. Oggi abbiamo sei aerei di lungo raggio e quattro, i nuovi Boeing 787 con 17 ore di autonomia, arriveranno all’inizio del 2009. Potremo fare 60 rotazioni settimanali intercontinentali. In più, potremmo utilizzare per il feederaggio su Malpensa i 5 Boeing 737». Un modo per riproporre il modello di hub che, all’uscita di Alitalia, viene irrimediabilmente compromesso. Pecci ha già incontrato il presidente della Sea, Bonomi, e conta di avere incontri a breve con le autorità.
Il fermento per riempire gli spazi lasciati da Alitalia non risparmia nessuno. Nemmeno Ryanair che, con il consueto fiuto commerciale non ha escluso (e perché escluderlo?) di assumere un (improbabile) ruolo a Malpensa. Immediata la reazione di Formigoni: prontissimi a parlarne.