Alitalia, Fantozzi avverte i sindacati: "Senza accordo, domani in mobilità"

Il commissario straordinario: "Da domani mobilità e disdetta dei contratti di lavoro". I sindacati: "Sacconi troppo ottimista". I lavoratori: "Se firmate vi linciamo". Tremonti alla Camera: "Interrotta la creazione di nuove perdite. La Corte dei Conti: "Perplessità sulle modifiche alla Marzano. Domani alle 10 l'incontro decisivo

Roma - Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato ai sindacati che se non ci sarà un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza di domani, la compagnia avvierà le procedure per la mobilità e la disdetta dei contratti. Lo riferiscono fonti sindacali mentre è in corso l’incontro con i sindacati alla Magliana. "Questa convocazione - avrebbe detto Fantozzi, riferendosi all’incontro ora in corso - è un atto dovuto. Vi ho convocato per dirvi che auspico per domani un buon esito della trattativa: se buon esito non sarà - avrebbe annunciato - doverosamente, domani dovrò procedere alla disdetta dei contratti di lavoro e ad aprire le procedure di mobilità".

Nuova convocazione Il confronto sul piano di salvataggio di Alitalia riprenderà domani al ministero del Lavoro: le parti sociali sono infatti state riconvocate per le 10. Il nuovo appuntamento segue l’incontro di oggi.

Sindacati contro Sacconi  Tutti i sindacati contro Sacconi. Secondo i rappresentanti delle parti sociali non appare giustificato l’ottimismo espresso dal ministro del Lavoro, che ieri ha mostrato fiducia sulla possibilità di raggiungere un accordo entro la scadenza fissata per domani. Per il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso, "visto che c’è tutto questo ottimismo i sindacati sperano che ci sia anche della sostanza che lo giustifichi. Noi - sottolinea - non ne sappiamo niente e quindi valuteremo solo dopo". "Speriamo - dice il segretario generale della Fit-Cisl Claudio Genovesi - che Sacconi abbia argomenti per sostenere questo ottimismo con fatti concreti". "Vorrei capire dove Sacconi trova questo ottimismo" dice il segretario generale della Uil Trasporti Giuseppe Caronia, che aggiunge: "Che ci sia speranza è una cosa giusta ed è così per tutti, ma parlare di ottimismo è fuori luogo. Se non ci sarà una profonda rivisitazione dei contenuti del piano, in particolare per la questione del nuovo contratto, c’è il rischio che salti tutto: quindi non vediamo proprio su cosa si possa basare questo ottimismo". Il leader dei piloti dell’Anpac, Fabio Berti, parla di "ottimismo un po' troppo ottimista di fronte a una situazione che resta veramente difficile. Il tempo sta passando - aggiunge - e il barometro indica sempre più il pessimismo, perché le distanze sono importanti e il tempo è troppo poco". Tra i rappresentanti degli assistenti di volo, per il presidente dell’Anpav Massimo Muccioli, "l’entusiasmo non è assolutamente condivisibile, non ci sono passi avanti". 

Sacconi ancora ottimista Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, continua a dichiararsi ottimista. "Sono ottimista - spiega - perché l’alternativa è il fallimento e questo porterà tutti ad avere comportamenti ragionevoli. La giornata di domani è quella decisiva. Sarà una giornata lunga e impegnativa come sempre accade in questi casi. Giungeranno all’ultimo miglio tutti i problemi che non sono stati ancora risolti. Sono numerosi, ma io confido che in tutti prevarrà quella ragionevolezza che è determinata dalla consapevolezza che l’alternativa è il fallimento".

I lavoratori Un gruppo di dipendenti di Alitalia, circa un centinaio, ha atteso in un clima teso la chiusura dell’incontro tra il commissario straordinario e i sindacati. Al termine, con grida e slogan, hanno invitato con forza i sindacalisti a non firmare l’accordo sul piano di salvataggio. "Meglio la mobilità annunciata da Fantozzi" hanno ripetuto. "Vi linciamo - hanno detto più volte rivolgendosi ai rappresentanti sindacali - se firmate quell’accordo".

I piloti Air One: mobilitazione I piloti Air One bocciano la proposta contrattuale della Cai e si dicono pronti alla mobilitazione. È quanto afferma l’Unione Piloti in una nota in cui sottolinea che "respingono con fermezza ogni ipotesi di svilimento professionale come prevede invece il contratto proposto da Cai. Nessun dialogo è possibile se non ci sono premesse di rispetto e di riconoscimento professionale".

La Corte dei Conti Il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, vuole vederci chiaro sulla modifica alla Legge Marzano. L’esclusione della responsabilità amministrativa-contabile di amministratori, dirigenti, revisori conti e pubblici dipendenti prevista dal decreto legge del 28 agosto 2008 sulla ristrutturazione delle grandi imprese "deroga a principi universali di buona e corretta amministrazione e al di là di considerazioni tecniche di coerenza costituzionale non può che non destare viva preoccupazione".

Tremonti: con piano stop a nuove perdite Per il bilancio pubblico la procedura in atto per la vendita di Alitalia non crea perdite, ma interrompe il processo di formazione di nuove perdite. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in audizione dinanzi le commissioni congiunte Bilancio, Lavori pubblici, Industria del Senato e Bilancio, Trasporti, Attività produttive della Camera, spiega l'operazione. E fare paragoni usando come termine di riferimento rispetto alla attuale situazione di Alitalia, la compagnia franco olandese Air France-Klm, "è un surreale e strumentale esercizio dialettico", ha aggiunto Tremonti, spiegando che Air France uscì definitivamente dalla partita il 2 aprile scorso e per tanto, ha detto "è una chimera, non c’è più".

Freni alla vendita a stranieri Nessuna cessione della nuova Alitalia a stranieri o a terzi. La vendita delle quote della nuova società che potrebbe rilevare alcuni asset di Alitalia ad un azionista straniero sarebbe resa difficile dallo statuto che lega i soci della Cai. Ha spiegato Tremonti. Il lock up di 5 anni, "«non è un patto parasociale ma una componente strutturale dello statuto sociale della società che si è presentata all’offerta". "Una sua modifica richiederebbe una maggioranza del 66%", ha aggiunto.

Botta e risposta Tremonti-Bersani "Nessuna persona di buon senso può negare che l’opzione "Air France offriva una prospettiva industriale e il rispetto delle regole con un impatto sociale ben diverso" ha attaccato durante il suo intervento l'ex ministro Bersani (Pd), aggiungendo che, "certo, c’era il problema della bandiera", ma "tutto il mondo preferisce partecipare in modo dignitoso a cose grandi piuttosto che essere padroncini di cose piccole". Una posizione, quella del Pd sul piano di salvataggio di Alitalia del governo, che Bersani ha definito di "critica radicale" e a cui il ministro Tremonti ha replicato in modo ironico: "Ho molto apprezzato le considerazioni di visione, di strategia e di contenuto industriale fatte da Bersani. Mi permetto solo di fare una domanda, che è anche un pò la prova del nove: se era possibile tutto questo, se avevate i mezzi, perché non lo avete fatto voi in 22 mesi?".