Alitalia: a Fiumicino manca l'assistenza per chi è in transito

Il passeggero che fa scalo all'aeroporto di Roma è abbandonato a sè stesso. Non gli viene annunciata la riprotezione su un altro volo e così rischia di perdere anche quello

Piccola cronaca di viaggio. Il volo AZ 631 da Miami per Roma del 30 luglio accumula un'ora di ritardo. Ho la coincidenza per Milano Linate alle 9.30 di sabato e probabilmente è già persa. Poco prima dell'atterraggio chiedo a uno steward come devo regolarmi: "Abbiamo chiesto a Roma e nun c'hanno risposto. Vuol dì ch'è tutt'apposto". Ho capito, dovrò vedermela da solo. Allo sbarco non c'è alcuna assistenza. Ai controlli di sicurezza c'è una dipendente Alitalia in divisa. Le mostro la carta d'imbarco in mio possesso e chiedo lumi: "Non so niente, vada al banco transiti". Grazie, dovevate fallire! Esco dal terminal degli internazionali e mi affretto verso l'uscita B3, l'orario è scaduto ma non si sa mai. Infatti il volo è stato ritardato alle 9.50, sul dispaly c'è ancora il simbolo intermittente dell'imbarco, ma la postazione è deserta: potevano almeno spegnerlo. Al banco dei transiti preme una folla estiva, come pure - stranamente - a quello dedicato alla sola destinazione Milano Linate. Scelgo quest'ultimo, che mi sembra quello giusto. Invece la coda è lentissima, piena di turisti a grappoli. Divento un po' impaziente e chiedo se vanno a Milano: praticamente nessuno. Mi rivolgo allora a un impiegato: "Non dovreste occuparvi solo del Fiumicino-Linate?". "Si vede - risponde serafico - che li hanno mandati qui dai transiti". Non so nemmeno a che ora parta un nuovo volo, non c'è un tabellone nelle vicinanze, sono tramortito dal viaggio notturno e mi rassegno ad aspettare per rispetto agli altri viaggiatori, quasi tutti stranieri: se li scavalcassi rivendicando il servizio indicato dalle insegne, non capirebbero. Poi arriva un signore trafelato, deve andare a Linate, il prossimo volo è alle 11 e non ha tempo per fare la coda. Richiama a voce alta l'attenzione degli impiegati e chiede se può cambiare la carta d'imbarco nella sala Vip. Gli rispondono di sì. La stessa mia operazione: e io che faccio allora? Lo seguo. Non ne avrei diritto, ma esibirò una vecchia tessera Freccia alata, spiegherò. La signora (dell'Ata, non di Alitalia) è gentile e mi dice: guardi che lei era già stato riprotetto sul volo delle 11. Nessuno mi aveva informato, e facendo regolarmente la coda piena di abusivi avrei perso anche quello. Grazie, Alitalia!
PS. Tralascio che sul volo Miami-Roma la temperatura era gelida e, nonostante le richieste, non è stata modificata; che chiamando il personale con l'apposito pulsante, nessuno si è mai presentato; che prima della partenza un sedile dell'altra fila ha ceduto ed è stato rimesso insieme con il nastro adesivo; che i video posti su ogni schienale erano fuori uso. Dimenticavo: la mia valigia è arrivata a Milano il giorno dopo.