Alitalia, il giorno dello sciopero selvaggio: ritardi La linea dura del Viminale: "Stop all'illegalità"

Nuova giornata di caos con disagi nei principali aeroporti d'Italia a
causa dello sciopero spontaneo: cancellati circa cento voli. Il blocco è terminato alle 18. Il garante ottiene la precettazione. La procura di Roma apre un'inchiesta per interruzione di pubblico servizio

Roma - Regna ancora il caos negli aeroporti per lo sciopero "selvaggio" indetto ieri dal Comitato di lotta dei dipendenti Alitalia. Nonostante la precettazione, cancellazioni, ritardi e disagi si sono registrati in tutta Italia. Lo sciopero è finito ma le attese dei passeggeri infuriati sono ancora lunghe. Alle 16.30 erano già 39 i voli cancellati all’aeroporto di Fiumicino, di cui 17 in arrivo. Nello scalo milanese di Linate sono saltati 54 voli (30 in partenza e 24 in arrivo) sia per destinazioni interne che internazionali. Quattro voli cancellati anche all’aeroporto di Napoli Capodichino. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, aveva ventilato stamattina la possibilità di conseguenze penali se i lavoratori non avessero risposto alla precettazione. E la procura di Roma ha aperto un fascicolo sullo sciopero con due ipotesi di reato: interruzione di pubblico servizio e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (in caso di specie la precettazione). Gli accertamenti, per il momento contro ignoti, punteranno a individuare gli autori della protesta.

La procura apre un fascicolo Interruzione di pubblico servizio e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, in questo caso la precettazione del ministero dei Trasporti. Queste le ipotesi di reato formulate dall procura di Roma, che ha aperto un fascicolo dopo la proclamazione dello sciopero attuato dai piloti e dal personale di volo Alitalia. Per il momento il fascicolo aperto dal procuratore Giovanni Ferrara è contro ignoti. La polizia giudiziaria nelle prossime ore provvederà, presumibilmente, all’identificazione dei piloti e del personale di volo che non hanno ottemperato alla precettazione del ministro Altero Matteoli. Intanto l’Enac ha fatto sapere che la direzione aeroportuale di Fiumicino ha «messo in atto una serie di misure per verificare che le operazioni avvengano nel rispetto delle regole e che nel contempo vengano garantiti i diritti dei passeggeri». L’ente per l’aviazione civile ha predisposto la presenza di ispettori in aerostazione nel corso di tutta la giornata, l’attivazione della procedura sanzionatoria in base al Regolamento Comunitario nei confronti di Alitalia per i disservizi che si sono verificati nella giornata di ieri e la richiesta alla compagnia affinchè vengano forniti i nominativi dei membri di equipaggio che non si presentano ai propri turni di lavoro. Iniziative analoghe sono state condotte anche negli altri aeroporti.

Linea dura del governo Il ministro Altero Matteoli si augura che la precettazione sia sufficiente a rimettere ordine nella situazione dei voli. Altrimenti sarà costretto a ricorrere a norme di carattere legale. "Il governo non consentirà - ha spiegato il ministro - che una sigla sindacale autonoma possa paralizzare gli aeroporti e soprattutto non consentirà che una sigla possa mettere il veto a una società che vuole investire e che salva 12.600 posti di lavoro". Secondo Matteoli, da una ricognizione fatta negli aeroporti, "i voli pare siano regolari, almeno da Fiumicino, mi viene risposto in questo senso. Naturalmente faremo ulteriori controlli". Infine Matteoli è tornato sull’annuncio di domenica delle 5 sigle che chiedevano a Cai di riaprire la trattativa. "Quando domenica ho letto la comunicazione delle 5 sigle che annunciavano proteste e chiedevano a Cai di riaprire trattaticva sono rimasto sconcertato. In alcune di quelle richieste c’era stato un negoziato che è durato un mese e si era concluso in un certo modo, firmando gli accordi. Tutto questo non ha senso".

Maroni: "Tolleranza zero" "Quello che è avvenuto ieri, il picchetto davanti all’aeroporto, non potrà più avvenire, così come non dovrà più avvenire lo sciopero selvaggio, perchè è una violazione della legge" commenta il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Ci troviamo di fronte, ha sostenuto Maroni, "a comportamenti illegali che noi intendiamo contrastare per garantire i cittadini e i loro diritti, in primo luogo quello di muoversi". Il ministro, rispondendo a una domanda, ha detto comunque di "non credere che verranno occupati gli aeroporti, non potranno essere occupati".

Tredicesime e liquidazioni a rischio Tredicesime e stipendi a rischio a dicembre per i dipendenti in esubero di Alitalia. È lanciare l’allarme sono i sindacati che proprio per chiarire tutte le incognite che gravano sulle procedure di cassa integrazione straordinaria e mobilità del personale dell’ex compagnia di bandiera hanno chiesto un incontro al ministero del lavoro. Molti i nodi irrisolti: oltre alle tredicesime e agli stipendi, ci sono quelli relativi alla liquidazione e alla cigs, visto che le pratiche per l’erogazione del sussidio dovrebbero richiedere almeno due mesi. La richiesta, avanzata ieri da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl al termine dell’incontro con il commissario straordinario Augusto Fantozzi, diventa più pressante visti i tempi stretti dell’operazione. Sempre secondo quanto spiegano le stesse fonti, il 20 novembre si dovrebbero concludere le procedure di mobilità per tutti i dipendenti. Nei dieci giorni successivi, la Cai dovrebbe procedere alle assunzioni in modo da diventare operativa il primo dicembre. A fronte di questa situazione, come si sottolinea nel verbale della riunione di ieri, "le organizzazioni sindacali hanno chiesto che, a causa della complessità delle informazioni e delucidazioni e delle garanzie che dovranno essere fornite, è opportuno che l’esame congiunto prosegua in sede ministeriale". L’azienda ha preso atto della richiesta, che verrà "girata" al ministero del Lavoro.