Alitalia, il governo vuole i francesi ma il Nord si mobilita per lo scalo

Il destino di Malpensa è direttamente legato alla cessione di Alitalia ad Air France-Klm, dopo l’esclusione dalle trattative di Air One. La compagnia franco-olandese infatti ha presentato un piano industriale, approvato dal Cda della compagnia di bandiera italiana, che prevede il ridimensionamento dello scalo lombardo. Le conseguenze si sono già fatte sentire: il 6 febbraio scorso Alitalia ha abbandonato Malpensa, annunciando il taglio di 180 voli al giorno e spostando 14 rotte intercontinentali a Fiumicino. Accanto alla mobilitazione della politica e del mondo economico del Nord, immediata la reazione di Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, che ad Alitalia ha chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi. Dal canto suo, Air One ha presentato ricorso al Tar contro la trattativa in esclusiva con Air France. Ieri il vicepresidente di Air France-Klm, Leo van Wijk, ha annunciato che «se l’hub di Malpensa non viene significativamente ridimensionato, non vediamo la ragione di un accordo», il che, secondo il ministro dimissionario dei Trasporti Alessandro Bianchi, «riapre tutta la partita».