Alitalia, dopo le hostess si pensa al socio estero

Arriva l'ok definitivo al piano Fenice da Avia e Sdl. L'ira dei sindacati autonomi: "Eravamo con le spalle al muro, pagheremo noi il prezzo più alto sul fronte degli esuberi". Colaninno: "Air France e Lufthansa pronte a darsi battaglia pur di entrare nella nostra cordata"

Roma - L’ultima firma in calce all’accordo Alitalia, quella degli assistenti di volo autonomi Ania e Sdl, è stata posta ieri a Palazzo Chigi. E così, alla fine del lungo e durissimo negoziato, tutte le nove sigle sindacali ammesse al tavolo hanno approvato il piano presentato dalla Cai.

Pochi dubitavano che dopo il «sì» dei piloti dell’Anpac potessero verificarsi soluzioni diverse, di rottura. Anche gli «irriducibili», pur rinviando di due giorni la firma, hanno accettato il nuovo contratto. «Eravamo con le spalle al muro - commenta il segretario Avia, Antonio Di Vietri - anche per colpa di chi, fra i sindacati, era pronto dal primo momento a firmare». Gli esuberi fra hostess e steward sono circa 1.500, che confluiranno in un bacino da cui la nuova Alitalia dovrà assumere in futuro, con particolare attenzione all’anzianità di servizio. «Un assistente di volo su tre va a casa - ricordano gli autonomi - siamo noi a pagare il prezzo più elevato di tutti per questa intesa». Sdl indirà un referendum fra gli iscritti per approvare l’accordo, e ci sono stati davanti a Montecitorio fischi e contestazioni nei confronti dell’ex segretario Cisl Savino Pezzotta. Non manca tuttavia un tributo alla mediazione di Gianni Letta: «La chiave di volta dell’intera vicenda è stato lui», dice Di Vietri.
Ora l’attenzione si sposta sulla messa in atto del piano industriale della Cai, e sull’identità del partner estero della nuova Alitalia. «Tutto è bene quel che finisce bene - commenta Silvio Berlusconi - ma adesso le scelte spettano alla Cai, compresa quella dell’alleato migliore. Il governo, adesso, si tira indietro».

E proprio il presidente della Cai, Roberto Colaninno, conferma che «a darsi battaglia per essere partner di Alitalia sono Air France-Klm e Lufthansa». In tv, a Porta a porta, Colaninno ricorda che in agosto aveva cercato contatti con la compagnia tedesca, «ma le porte erano rimaste chiuse, e ora questi signori - aggiunge con soddisfazione - stanno battagliando per essere partner di Alitalia». Dopo l’intesa sindacale, il valore della compagnia è dunque aumentato. Ma il capocordata della Cai non indica quali siano le preferenze per il socio straniero: entrambi i pretendenti sono interessati ai viaggiatori italiani per imbarcarli sui loro volo intercontinentali, «quindi noi siamo portatori di passeggeri». In ogni caso, aggiunge Colaninno, per la scelta «non c’è fretta».

Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, tedeschi e francesi «oggi sono sullo stesso piano», e comunque sarà la Cai a dover affrontare la scelta. Altri, come la Lega Nord e il sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, sposano con decisione la candidatura della Lufthansa, che sembrerebbe intenzionata a sviluppare l’attività nello scalo di Malpensa. Fonti della compagnia tedesca confermano che «per Lufthansa il mercato italiano è molto interessante e molto importante: seguiamo la situazione ora per ora». Secondo indiscrezioni, anche Air France-Klm potrebbe accettare la soluzione Malpensa, purché lo scalo varesino diventi il solo «hub» per i voli intercontinentali, evitando sovrapposizioni con Fiumicino. «Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli faranno sicuramente un buon lavoro», commenta il presidente della Fiat, Luca di Montezemolo.

Concluso il negoziato sindacale, per la Cai si intensifica il lavoro sul piano industriale, a partire dall’integrazione fra Alitalia e Air One. Intanto, sulla scrivania del commissario straordinario della vecchia compagnia, Augusto Fantozzi, è giunta una manifestazione di interesse di Eurofly, compagnia partecipata da Meridiana, per l’acquisto di alcuni asset di Alitalia.