Alitalia, i sindacati: perso un anno Mastella vede la trattativa privata

Il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa sposa la linea Ue: "Nessun aiuto di Stato per la compagnia aerea. Se il mercato non farà la sua parte, chiuderemo. Ma sono ancora fiducioso". I sindacati: "Un anno buttato, governo inetto". Mastella propone la "trattativa privata". Intato il titolo continua la sua caduta libera a piazza Affari 

Roma - Nuvole nerissime sul futuro di Alitalia. "Oltre alla vendita, c’è solo la liquidazione". Tommaso Padoa-Schioppa, commenta così l’esito della gara per la privatizzazione della compagnia di bandiera che ieri il Tesoro ha chiuso dopo il ritiro di Air One. "È una società in perdita nella quale lo Stato non può più mettere capitali", ma non crede che il ritiro di Air One, che è stata "una sorpresa", "significhi che l’opzione di vendita sia stata esplorata fino in fondo". Il Tesoro dunque non ha gettato la spugna : "In queste ora - sottolinea il ministro - stiamo esplorando le alternative, per capire quali altre modalità ci siano per procedere alla cessione del controllo della compagnia, dopo che quella scelta ha dato l’esito che ha dato".

Nessun pentimento Padoa-Schioppa non si pente di aver indetto la gara ("l’avrei fatto lo stesso"): "Dovevamo porre condizioni precise e trasparenti. E non escludere alcun potenziale acquirente. Il fatto è che il privato può scegliere a chi vendere, ma lo Stato, se vuole essere un buon venditore, deve seguire le procedure". C’è ancora un concorrente in gara, assicura il ministro, "e fortemente interessato".

I sindacati: "Anno buttato" "Tutta la vicenda di Alitalia ormai sembra uno squallido teatrino: il governo ha letteralmente buttato un anno di tempo senza fare nulla". A parlare, dopo il fallimento della gara per la privatizzazione, è Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil. "Ribadiamo, prima di tutto, ha proseguito il sindacalista - l’urgenza di una convocazione dei sindacati da parte del governo per chiarire quali sono, a questo punto, le intenzioni dell’esecutivo. Da parte nostra avevamo detto subito che non s’era mai visto prima d’ora in nessun paese l’avvio di una procedura come quella adottata per la gara di Alitalia. Ora vogliamo capire cosa intende fare Prodi. È necessario l’avvio di un confronto con il sindacato". Dello stesso avviso, all’aeroporto di Fiumicino, Fabrizio Tommaselli, dell’Sdl comparto volo, il sindacato che ieri ha gestito lo sciopero di 24 ore degli assistenti di volo. "Sono state concertate male le cose fin dall’inizio - ha detto Tommaselli - e il risultato è il clamoroso fallimento del piano industriale e della gara per la privatizzazione. È impensabile l’ipotesi di un commissariamento della compagnia, deve andare invece avanti con la trattativa privata, l’ipotesi di alleanze forti con altri partner, anche extra europei".

Mastella: "Trattativa privata" Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, apre alla possibilità di "trattativa privata" per concludere la cessione di Alitalia. Il Guardasigilli ha manifestato la speranza che "il compito di gestire questa vicenda eviti il disastro del fallimento ma i lavoratori devono tener conto che c’è questo rischio. Bisogna attivare strumenti nuovi e andare verso la trattativa privata, eliminando alcune incrostazioni, alcuni lacci e lacciuoli che hanno portato all’uscita di scena di tutti coloro che aspiravano a fare l’affare Alitalia. È strano che prima abbiano concorso in tanti e alla fine non sia rimasto nessuno. Probabilmente - ha aggiunto - le modalità con cui si è determinata questa possibilità non erano tali da invogliare. Spero che la trattativa privata possa invogliare qualcuno. Mi piace - ha concluso - continuare ad avere lo stemma Alitalia, non vorrei l’Aeroflot col suo simbolo vicino e magari anche falce e martello".

Giù in Borsa Ancora perdite per Alitalia, peggior titolo tra le blue chip, dopo che il Tesoro ieri sera ha dichiarato chiusa la gara per la privatizzazione della compagnia per assenza di compratori. Il titolo, che già ieri aveva chiuso con un calo del 4%, cede l’1,1% a 0,763 euro, dopo aver toccato un minimo in apertura di 0,751 euro.